Descrizione
Si è tenuta oggi al Teatro Nuovo Giovanni da Udine la presentazione “Orizzonti educativi. Il valore condiviso”, un momento pubblico di approfondimento dedicato all’impatto delle politiche dell’istruzione del Comune di Udine sulla città.
L’incontro, aperto alla cittadinanza e rivolto in particolare alle scuole, agli enti del settore istruzione e giovani, ai portatori d’interesse, ha rappresentato un’occasione per leggere in modo integrato dati, servizi, investimenti e prospettive delle politiche educative comunali.
Dopo il saluto del sindaco Alberto Felice De Toni, si sono susseguiti gli interventi dell’assessore alla Cultura, Istruzione e rapporti con l’Università Federico Angelo Pirone, dell’assessora alle Politiche giovanili Arianna Facchini e del già ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi.
“Le politiche educative sono una delle fondamenta su cui si misura la qualità di una città”, ha dichiarato il sindaco Alberto Felice De Toni. “Udine vuole essere una comunità che accompagna le persone fin dalla nascita, che riconosce nella scuola, nei servizi educativi, nella cultura e nella partecipazione democratica strumenti essenziali per ridurre le disuguaglianze e costruire cittadinanza. La conoscenza rende liberi, perché permette alle persone di orientarsi nel mondo, di comprenderne la complessità e di partecipare in modo consapevole alla vita della comunità. È questa la vera ricchezza: dare a ciascuno gli strumenti per scegliere, crescere e contribuire al futuro del Paese. La democrazia e le possibilità educative sono una leva fondamentale di crescita e di abbattimento delle disuguaglianze”.
“Quella presentata oggi non è soltanto una fotografia dei servizi educativi del Comune, ma la dimostrazione di una scelta politica precisa”, ha dichiarato l’assessore Federico Angelo Pirone. “Investire sull’istruzione significa investire sulla qualità della vita, sull’uguaglianza delle opportunità e sull’attrattività della città, sullo sviluppo di questo territorio. In questi anni abbiamo aumentato i posti nei nidi, rafforzato la ristorazione scolastica, ampliato preaccoglienza, doposcuola, postaccoglienza e centri estivi, cercando di non scaricare i costi sulle famiglie e di sostenere in particolare chi vive situazioni di maggiore fragilità. Il Comune non vuole essere soltanto un erogatore di servizi, ma un promotore di pensiero, innovazione educativa e comunità. Udine può crescere come città della conoscenza solo se scuola, famiglie, istituzioni, università, terzo settore e mondo produttivo costruiscono insieme una vera comunità educante”.
“Le politiche giovanili non sono un capitolo separato dalle politiche educative, ma ne rappresentano la naturale continuità”, ha sottolineato Arianna Facchini. “Con Officine Giovani, Informagiovani, il Punto Incontro Giovani e Punto Luce vogliamo offrire ai ragazzi e alle ragazze luoghi reali di ascolto, orientamento, creatività e protagonismo. Sono servizi che aiutano i giovani a riconoscere le proprie capacità, a costruire percorsi di autonomia e a sentirsi parte attiva della città. Udine investe sui giovani non solo come destinatari di interventi, ma come risorsa fondamentale per immaginare il futuro della comunità”.
“Le scelte illustrate oggi dimostrano che il Comune di Udine ha imboccato una direzione giusta: investire sull’educazione significa investire sul futuro della comunità. In un tempo in cui uguaglianza e diritti perdono sempre più terreno, costruire una città coesa, solidale, capace di crescere insieme e di contribuire allo sviluppo del territorio non è solo una scelta amministrativa, ma una responsabilità democratica” ha introdotto il suo intervento l’ex ministro Patrizio Bianchi.
“È un passaggio necessario, che richiama il diritto-dovere di solidarietà sancito dall’articolo 2 della Costituzione e che diventa ancora più decisiva davanti al profondo cambiamento demografico che ci attende. Una società in cui per ogni bambino ci saranno quattro persone anziane non potrà essere sostenuta da individualismi, solitudini e divisioni. Avrà bisogno, come state facendo a Udine, di legami più forti, di servizi educativi più inclusivi e di una comunità, capace di riconoscersi in un destino comune”.
La presentazione ha messo al centro un principio guida: costruire una comunità fondata sui diritti della persona, sulla cittadinanza attiva e sulla partecipazione democratica fin dalla nascita. Da qui gli obiettivi dell’Amministrazione: contrastare disuguaglianze, povertà educativa e alimentare, garantire servizi di qualità e accessibili a tutti, sostenere famiglie, genitori e figli, rafforzare Udine come città della conoscenza e aumentarne l’attrattività.
Nidi: più posti, più investimenti, liste d’attesa ridotte
Sul fronte della prima infanzia, il Comune ha illustrato il rafforzamento del sistema dei nidi. Udine conta 4 nidi comunali e 9 strutture private accreditate, con una copertura comunale del 22% e una copertura complessiva sul territorio di oltre il 56%, superando l’obiettivo europeo Barcellona 2030 fissato al 45%.
Nel triennio l’offerta è cresciuta in modo significativo: i posti complessivi, tra nidi comunali e convenzionati, sono passati da 331 nell’anno educativo 2023/2024 a 426 per il 2025/2026, con un incremento del 28%. L’ampliamento ha consentito di ridurre le liste d’attesa del 30%.
Anche l’investimento economico è aumentato: l’importo impegnato per nidi in appalto, posti convenzionati e ristorazione a gestione diretta è passato da 2,28 milioni di euro nel 2023 a 3,78 milioni nel 2025, con un incremento di circa 1,5 milioni di euro.
Ristorazione scolastica: qualità, inclusione e sostenibilità
La ristorazione scolastica è stata presentata come una leva fondamentale di contrasto alla povertà alimentare e di educazione al benessere. Al 31 dicembre 2025 risultavano iscritti al servizio 3.534 alunni, pari al 63,31% del totale degli iscritti, in crescita rispetto al 60,46% del 2023.
La spesa per la ristorazione è cresciuta da 2.998.500 euro nel 2023 a 3.471.000 euro nel 2025. La presentazione ha evidenziato inoltre l’aumento delle esenzioni per le utenze deboli, in particolare per la fascia ISEE 0-3.000 euro, e il lavoro sulla qualità dei menù, sulla sicurezza igienico-sanitaria e sulla sostenibilità ambientale.
Un risultato particolarmente significativo riguarda il riconoscimento ottenuto nel rating Foodinsider: Udine è passata dal 29° posto nel 2022/2023 al 19° nel 2023/2024, fino al 5° e 10° posto nel 2024/2025 per le due tipologie di menù scolastico.
Servizi scolastici: preaccoglienza, doposcuola e inclusione
La presentazione ha dedicato un focus anche ai servizi pre e post scolastici, che rispondono ai bisogni di conciliazione delle famiglie e ampliano la funzione educativa della scuola.
Per l’anno scolastico 2025/2026 sono stati evidenziati l’ampliamento della preaccoglienza nelle scuole primarie, l’aumento della postaccoglienza nelle scuole dell’infanzia, la crescita del doposcuola e la sperimentazione della preaccoglienza condivisa tra infanzia e primaria.
Gli iscritti alla preaccoglienza sono passati da 54 nel 2023/2024 a 125 nel 2025/2026; quelli al doposcuola da 837 a 999; quelli alla postaccoglienza da 8 a 41. Particolare attenzione è stata riservata all’inclusione degli alunni con disabilità, BES e DSA: gli iscritti al doposcuola in questa categoria sono passati da 66 nel 2023/2024 a 80 nel 2025/2026.
I costi complessivi dei servizi pre e post scolastici sono aumentati da 1,16 milioni di euro nel 2023 a 1,52 milioni nel 2025, a conferma dell’ampliamento dell’offerta.
Centri estivi: esperienze educative per tutte le fasce d’età
I centri ricreativi estivi sono stati presentati non come semplici servizi di custodia, ma come esperienze educative complete, basate su creatività, gioco, sport, musica, laboratori, lingua friulana, uscite sul territorio, educazione ambientale e attività inclusive.
Per la fascia 3-6 anni, ogni anno oltre il 90% dei posti disponibili viene occupato. Per la fascia 6-11 anni, l’offerta include sport, laboratori, educazione ambientale e attività inclusive. È stato inoltre illustrato il percorso “Stelle in gioco”, rivolto a minori con bisogni educativi speciali, pensato per coniugare inclusione, benessere e personalizzazione educativa. Per gli 11-14 anni, i centri estivi hanno proposto attività di didattica ludica, outdoor education, creatività, socializzazione, sport, fumetto, piscina e uscite sul territorio.
Politiche giovanili
Nel suo intervento, l’assessora alle Politiche giovanili Arianna Facchini ha approfondito il ruolo dei servizi rivolti ai giovani come spazi di partecipazione, orientamento, inclusione e innovazione sociale. Sono stati richiamati in particolare Officine Giovani, l’Informagiovani, il Punto Incontro Giovani e il progetto Punto Luce Udine, che compongono una rete di presidi pensata per accompagnare ragazze e ragazzi nella crescita personale, formativa, professionale e civica.
Officine Giovani è stato presentato come un laboratorio permanente di innovazione sociale e culturale rivolto ai giovani tra i 16 e i 35 anni, nato nella periferia ovest della città e rilanciato attraverso un percorso di collaborazione tra Comune, Terzo Settore e realtà giovanili. L’Informagiovani, attivo dal 1997, è stato descritto non solo come sportello informativo, ma come centro di orientamento capace di connettere i bisogni individuali con opportunità formative, lavorative e di crescita. Il Punto Incontro Giovani, rivolto a preadolescenti e giovani dai 10 ai 21 anni, rappresenta invece un presidio sociale nella periferia est, con attività di supporto scolastico, laboratori creativi, orientamento e prossimità alle famiglie. Il progetto Punto Luce Udine, realizzato nel quartiere San Domenico con Save the Children e Get Up APS, è stato infine indicato come un intervento strategico per contrastare marginalità sociale e abbandono scolastico, promuovendo cittadinanza attiva, competenze trasversali e pari opportunità.