Parco fotovoltaico di Udine Sud, stop all’iter in attesa delle integrazioni documentali

La Conferenza dei servizi ha rilevato una serie di carenze nella documentazione presentata. Il proponente ha dieci giorni per integrarla o potrà presentare una nuova PAS. Zini: "Il Comune vigila sul rispetto delle norme e sulle compensazioni per il territorio, ma la legislazione nazionale lascia agli enti locali margini di intervento limitati"
Data:

25/08/2026

Argomenti

Tipologia di contenuto

  • Comunicato stampa
© comune di udine - Creative Commons Attribution 3.0 Unported (CC BY 3.0)

Descrizione

Stop all’iter del parco fotovoltaico previsto a Udine Sud, tra via dei Tre Galli e via del Partidôr, in attesa che il proponente integri la documentazione richiesta nell’ambito della Conferenza dei servizi. Dagli approfondimenti effettuati dagli enti coinvolti sono infatti emerse diverse carenze documentali che, allo stato attuale, impediscono al procedimento di proseguire positivamente.

"Il proponente dispone ora di dieci giorni per presentare le integrazioni richieste. In alternativa, è bene chiarire, potrà successivamente presentare una nuova Procedura Abilitativa Semplificata, completa della documentazione prevista" spiega l'assessore alla Pianificazione territoriale Andrea Zini.

Secondo l'amministrazione è giusto precisare quale sia concretamente il ruolo del Comune nei procedimenti relativi agli impianti fotovoltaici realizzati su aree private. La normativa nazionale ed europea considera infatti la produzione di energia da fonti rinnovabili di interesse pubblico prevalente e individua nella crescita della produzione fotovoltaica uno degli strumenti prioritari per raggiungere gli obiettivi di transizione energetica e decarbonizzazione.

All’interno di questo quadro, negli interventi sottoposti a Procedura Abilitativa Semplificata (PAS) - quindi impianti dalla dimensione comunque limitata - il Comune esercita soprattutto una funzione di verifica, controllo e sorveglianza: gli uffici devono accertare che il progetto e la documentazione presentata rispettino tutti i requisiti previsti dalla normativa e dagli strumenti vigenti.

"Sul fotovoltaico i margini di intervento dei Comuni sono molto più limitati di quanto spesso si possa immaginare", spiega l’assessore Zini. "Quando un progetto su area privata rispetta tutti i requisiti previsti dalla legge, il Comune non ha strumenti per autorizzare o limitare gli impianti. Il nostro compito è quindi utilizzare fino in fondo gli strumenti che abbiamo: controllare attentamente la documentazione, verificare il rispetto delle prescrizioni e vigilare sugli elementi che possono produrre ricadute concrete per il territorio, come per esempio le compensazioni".

Tra i documenti che nel caso di Udine Sud devono essere integrati figura infatti anche il programma delle compensazioni territoriali a favore del Comune, collegato al valore economico della produzione energetica attesa durante la vita utile dell’impianto.

"È proprio su questo aspetto che l’amministrazione intende mantenere una particolare attenzione. Le misure compensative rappresentano uno degli elementi sui quali il Comune può intervenire per garantire una ricaduta positiva sulla comunità e sul territorio interessato" prosegue Zini. "Siamo consapevoli che interventi di queste dimensioni possano generare preoccupazioni tra i residenti della città. Per questo, se l’impianto può essere realizzato secondo la normativa vigente, vogliamo almeno assicurarci che tutte le tutele previste siano rispettate e che le compensazioni territoriali siano adeguate e possano tradursi in benefici concreti".

Gli aspetti ambientali e paesaggistici vengono invece valutati, nell’ambito delle rispettive competenze, anche dagli enti sovracomunali coinvolti nel procedimento, tra cui Regione e Soprintendenza.

La Conferenza dei servizi e il precedente di Paderno

La convocazione della Conferenza dei servizi nell’ambito di una PAS è facoltativa. Per il progetto di Udine Sud gli uffici comunali hanno ritenuto opportuno convocarla, coinvolgendo gli enti competenti e raccogliendo le rispettive valutazioni e richieste di integrazione.

Diversa era stata la situazione relativa all’impianto di Paderno. In quel procedimento gli uffici tecnici avevano ritenuto di non convocare la Conferenza dei servizi, trattandosi di uno strumento facoltativo, e il progetto era inoltre stato esaminato all’interno di un quadro normativo differente da quello oggi vigente.

"È importante che il confronto pubblico parta dalle competenze effettivamente attribuite agli enti", conclude Zini. "Come Comune possiamo sorvegliare, verificare e pretendere il rispetto rigoroso di ogni prescrizione, ma al momento non abbiamo alcuna facoltà di intervenire per impedire o limitare la realizzazione degli impianti".

A cura di

Ufficio stampa

Si rapporta con il Sindaco e cura la comunicazione dell'Ente

Ultimo aggiornamento

Ultimo aggiornamento: 25/08/2026 16:17

Sito web e servizi digitali OpenCity Italia distributed by OpenCity Labs · Accesso redattori sito