Descrizione
Isola di calore, piogge intense, siccità: come il Comune di Udine sta adattando la città al clima che cambia. Dall'Abaco delle buone pratiche al Regolamento Energetico-Ambientale, da piazze e viabilità ridisegnate ai parchi del Cormôr e del Torre, il quadro degli strumenti e dei primi cantieri.
Il clima di Udine sta cambiando: estati più lunghe e più calde, notti tropicali in aumento, precipitazioni sempre più concentrate in eventi brevi e intensi che il suolo impermeabile della città non riesce ad assorbire, alternate a periodi siccitosi prolungati. Sono fenomeni che agiscono sul verde urbano, sull’irrigazione e sulla rete di smaltimento delle acque, sul valore stesso degli spazi pubblici per come questi influiscono sulla salute delle persone.
L'adattamento a questi fenomeni si costruisce un passo alla volta, con strumenti di pianificazione a lungo termine e che orientano ovviamente le scelte progettuali dell'amministrazione. È una premessa che vale la pena ribadire in giorni in cui il Friuli Venezia Giulia è appena uscito da una fase prolungata di siccità e ha dovuto affrontare numerosi incendi, in Carnia e nel Carso in particolare. Situazioni a cui si risponde con l’emergenza ma che necessitano però di un adattamento i cui risultati sono osservabili sul lungo periodo.
«In questa direzione sta lavorando l’amministrazione. Al ringraziamento a chi in queste ore è impegnato sul campo - Corpo forestale regionale, vigili del fuoco, squadre aeree e volontari di protezione civile, tra cui il Gruppo comunale di Udine – è giusto accompagnare anche la presentazione del lavoro di pianificazione che porterà a dei risultati concreti per il futuro della città e per il benessere dei suoi cittadini» spiega l’assessore alla Pianificazione Territoriale Andrea Zini.
Conoscere prima di progettare: l'Abaco delle buone pratiche
Alla fine del 2024 il Comune di Udine ha approvato l'Abaco delle buone pratiche per il miglioramento della resilienza e l'adattamento al cambiamento climatico della città di Udine, elaborato dal Servizio Pianificazione Territoriale e dell'Edilizia Privata insieme ad APE FVG, nell'ambito del Programma sperimentale del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica.
Non è un documento programmatico generico. È uno strumento tecnico pratico articolato in tre parti: l'inquadramento climatico del territorio comunale, una raccolta ragionata di soluzioni basate sulla natura - le "Nature-based Solutions", che mirano a rigenerare gli spazi urbani pubblici, cioè alberature, suoli permeabili, aree verdi capaci di trattenere l'acqua e abbassare le temperature - e sedici aree campione a titolo di possibili esempi, raggruppate in sei ambiti, in cui quelle soluzioni sono state calate su strade e piazze reali della città. È un documento che precede i cantieri che oggi sono in corso e che è stato utilizzato, in un ragionamento a monte, per intervenire in maniera ragionata e soprattutto utile.
Gli interventi che attuano le buone pratiche presenti in questo decalogo sono ad esempio le attuali riqualificazioni di viabilità e piazze, oppure la pista ciclabile dal cui fondo si recuperano acque meteoriche per l'irrigazione di giardini comunali, realizzata ai Rizzi, la collocazione di un arredo urbano per limitare gli effetti delle "isole di calore", come in via Mercatovecchio.
In questi casi si interviene ad esempio utilizzando nuovi materiali di pavimentazione, drenanti e permeabili, aumentando le superfici di terreno vegetale, realizzando depressioni per creare spazi permeabili per l'accumulo dei deflussi dalle superfici impermeabili circostanti (rain-garden, come in piazza Garibaldi).
Si aumenterà quindi mano a mano la superficie destinata a verde, depavimentando e piantumando nuove alberature.
Nello stesso ambito rientra il Piano Zero del Verde per il Comune di Udine, redatto dal Servizio Verde e Impianti Sportivi, che porta gli stessi temi nella conoscenza e nella gestione ordinaria del patrimonio verde cittadino - il patrimonio che, più di ogni altro, regola la temperatura della città. Il documento mira a una gestione più sostenibile e strutturata del patrimonio verde cittadino.
La leva sull'edilizia privata: il Regolamento Energetico-Ambientale
Poiché la gran parte del patrimonio costruito è privata, un'azione climatica che agisca solo sul suolo pubblico è per definizione parziale. Per questo gli uffici stanno sviluppando il Regolamento Energetico-Ambientale, destinato ad accompagnare l'aggiornamento del Regolamento Edilizio: uno strumento che introdurrà criteri di prestazione e premialità – al momento allo studio – per incentivare i comportamenti virtuosi. L’ipotesi è quella infatti di ridurre gli oneri di urbanizzazione per coloro i quali utilizzeranno tecniche sostenibili nelle nuove case: ad esempio maggiore efficienza, criteri ambientali avanzati, gestione e riuso delle acque, tetti verdi e via dicendo.
Oltre il centro città: il Piano Regolatore e i nuovi paesaggi e corridoi fluviali
Il Comune di Udine inoltre ha portato a termine la conformazione del proprio Piano Regolatore Generale Comunale al Piano Paesaggistico Regionale, completando il percorso con soli due tavoli tecnici con la Regione Friuli Venezia Giulia.
Il percorso di riprogettazione riguarda anche i parchi del Cormôr e del Torre, i due corridoi ambientali che delimitano la città a ovest e a est e che in futuro potranno essere anche collegati da una cosiddetta “green way”. A quasi trent'anni dalla loro progettazione originaria, il Comune di Udine sta definendo gli indirizzi per il nuovo progetto urbanistico delle due aree, che costituiscono l'ossatura verde e blu della città, ne governano il rapporto con l'acqua e riguardano in modo diretto i quartieri periferici. Da questa prima base deriveranno la conformazione futura dei parchi e la loro fruibilità per i cittadini.
«Siamo determinati a portare avanti il percorso che abbiamo scelto, un percorso che abbiamo costruito insieme al Servizio Edilizia Privata e Pianificazione Territoriale, che ringrazio per il lavoro e la competenza messi a disposizione in questi anni. È fatto di passi successivi e consequenziali: un Abaco tecnico approvato nel 2024, un Regolamento Energetico-Ambientale in costruzione, la conformazione al Piano Paesaggistico, la riprogettazione dei parchi fluviali. Ogni passo ha una sua ragion d’essere e costruisce un programma complesso e organico che fra gli obiettivi principali il rispetto e la valorizzazione dell’ambiente e la costruzione di una città adatta agli scenari futuri».