Descrizione
Nel suo percorso verso la sostenibilità, il Comune di Udine fissa una nuova tappa decisiva verso la transizione energetica.
Il GSE (Gestore dei Servizi Energetici nazionale) ha infatti accolto nel mese di luglio la domanda presentata dall’Amministrazione nel dicembre ‘25 per l’attivazione della configurazione di Autoconsumo individuale a distanza, AID. Udine è il primo ente pubblico del Friuli Venezia Giulia a raggiungere questo risultato.
L’AID, meccanismo per molti aspetti simile a quello delle comunità energetiche rinnovabili con al differenza che fa riferimento ad un unico soggetto, consente al Comune di mettere in rete i propri punti di produzione e di consumo, valorizzando e condividendo virtualmente l’energia rinnovabile generata dagli impianti comunali anche quando produzione e utilizzo avvengono in edifici differenti.
Si tratta di un traguardo significativo per l’Amministrazione, che negli ultimi anni ha impresso un deciso cambio di rotta alle proprie politiche energetiche, puntando sull’aumento della produzione di energia pulita, sulla riduzione dei consumi e su una gestione più efficiente del patrimonio pubblico.
Dai 98 kilowatt del 2023 all’obiettivo di 1,5 megawatt
Nel 2023 il Comune disponeva di impianti fotovoltaici per una potenza complessiva di poco superiore a 98 kilowatt. Per comprendere concretamente questo valore, 98 kilowatt corrispondono, in termini di potenza istantanea, a quella messa a disposizione di circa 33 abitazioni con un normale contratto domestico da 3 kilowatt: come se una trentina di famiglie utilizzassero contemporaneamente tutta la potenza disponibile nelle proprie case.
L’obiettivo dell’Amministrazione è raggiungere progressivamente una potenza installata di 1,5 megawatt, oltre quindici volte il livello del 2023. Un megawatt e mezzo equivale a 1.500 kilowatt: una potenza paragonabile a quella complessivamente disponibile per circa 500 abitazioni con un contratto domestico da 3 kilowatt.
I primi due edifici produttori già inseriti nella configurazione sono la scuola Pascoli e la nuova scuola dell’infanzia di Baldasseria Media. La rete sarà ampliata gradualmente, includendo tutti gli impianti comunali compatibili, compresi quelli installati o in corso di realizzazione nell’ambito del project financing con Hera Servizi Energia. Tra i prossimi ingressi sono previsti il vivaio comunale, la scuola Alberti, l’auditorium Menossi, l’asilo nido Cocolâr e il Palasport Benedetti, per una potenza complessiva di circa 228 kilowatt.
Fotovoltaico sulle scuole: approvato un progetto da oltre 5 milioni di euro
Il percorso sarà rafforzato ulteriormente dal progetto approvato dalla Giunta comunale nel corso dell’ultima riunione per la realizzazione di nuovi impianti fotovoltaici sulle coperture di dodici edifici scolastici udinesi: Bellavitis, Benedetti, Carducci, Divisione Alpina Julia, Fermi, Fruch, Marconi, Negri, Paparotti, Pick, San Domenico e Valussi.
Il quadro economico complessivo è pari a circa 5 milioni di euro. Con la variazione di bilancio prevista a settembre, il Comune stanzierà 3 milioni di euro per avviare il primo lotto di interventi. La programmazione potrà essere rimodulata sulla base delle verifiche tecniche che seguiranno, ma l’obiettivo di realizzare il maggior numero possibile di impianti entro la fine del 2027.
La transizione energetica produce benefici ambientali, ma anche ricadute economiche rilevanti. Il raggiungimento dell’obiettivo di 1,5 megawatt previsto dall’AID, potrà consentire di produrre il 40% del fabbisogno degli edifici e infrastrutture comunali da energia solare autoprodotta, riducendo i costi per l’acquisto da fornitori, e di ottenere dal GSE, attraverso il meccanismo incentivante, risorse stimate in circa 250 mila euro all’anno per vent’anni.
Investimenti capaci di generare un sistema di energia pulita per la città, ma anche nuove entrate da destinare alla comunità.
I primi effetti di questa strategia sono visibili anche nel progetto Pinqua. La rimodulazione dell’intervento eseguita da dall’amministrazione De Toni attraverso l’inserimento del fotovoltaico ha consentito infatti l’accesso agli incentivi del Conto Termico 3.0 per un valore di circa 3 milioni di euro, una cifra equivalente allo stanziamento previsto per il primo lotto del nuovo piano fotovoltaico sulle scuole.
Meloni: “Una politica ambientale che restituisce risorse alla comunità”
“Il via libera del GSE all’attivazione dell’AID rappresenta un passaggio storico per il Comune di Udine e conferma la concretezza del percorso avviato in questi anni”, dichiara l’assessora alla Sostenibilità ambientale e Transizione energetica Eleonora Meloni.
“Siamo il primo ente pubblico della regione ad aver compiuto questo passo e vogliamo utilizzare al meglio tutti gli strumenti disponibili per produrre più energia rinnovabile, ridurre la dipendenza dalle fonti fossili e rendere più efficiente il nostro patrimonio. Siamo partiti nel 2023 da poco più di 98 kilowatt e puntiamo ora a raggiungere 1,5 megawatt: un salto di scala molto rilevante, sostenuto da una programmazione che coinvolge scuole, impianti sportivi e altri edifici comunali. Questi progetti – prosegue – dimostrano inoltre che la transizione energetica può produrre benefici economici duraturi. Le risorse generate dagli incentivi a cui puntiamo ad accedere e i risparmi ottenuti attraverso una minore spesa energetica ci stanno permettendo di avviare un ragionamento sulla costituzione di fondi comunali dedicati al contrasto della povertà energetica e al sostegno delle famiglie, che si trovano davanti a costi dell’energia sempre più elevati. L’obiettivo è costruire un modello virtuoso nel quale gli investimenti pubblici nell’ambiente generino nuove risorse e queste risorse ritornino alla comunità, sostenendo in particolare le persone più esposte. Tracciare una linea chiara sull'emergenza climatica è una scelta politica e d'indirizzo precisa: come amministrazione crediamo fortemente nel dovere di agire oggi con massima responsabilità, mettendo il futuro delle nuove generazioni al centro del nostro impegno per Udine”.