Cormor Basso, il Comune chiarisce responsabilità e stato della vicenda urbanistica

L'amministrazione ricostruisce la vicenda del Piano attuativo di via Micossi, chiarendo che la cessione delle aree non ha trasferito al Comune gli obblighi di completamento delle opere, rimasti in capo ai soggetti privati previsti dalla convenzione urbanistica.
Data:

13/07/2026

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  • Comunicato stampa
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Il Comune di Udine respinge la ricostruzione secondo cui l’amministrazione sarebbe rimasta inattiva rispetto alla situazione del Piano attuativo comunale “Cormor Basso” di via Mario Micossi. La vicenda, particolarmente complessa, è stata seguita dagli uffici comunali della Pianificazione territoriale e della Viabilità, che hanno ricostruito gli atti, sollecitato i soggetti obbligati, tentato l’escussione della garanzia e stanno valutando le possibili soluzioni tecniche e amministrative.

Il 28 maggio l’assessore alla Pianificazione territoriale e all’Edilizia privata Andrea Zini e l’assessore ai Lavori pubblici e alla Viabilità Ivano Marchiol hanno incontrato i rappresentanti dei residenti, mantenendo aperta un’interlocuzione diretta sulla situazione. La ricostruzione proposta dal comitato dei residenti, tuttavia, tende a sovrapporre due aspetti che dal punto di vista giuridico sono distinti: la proprietà delle aree e gli obblighi di realizzazione delle opere di urbanizzazione.

“La situazione è certamente delicata e comprendiamo le preoccupazioni delle famiglie, ma non è corretto sostenere che il Comune non abbia agito o che possa semplicemente sostituirsi ai soggetti privati obbligati dalla convenzione”, dichiara l’assessore alla Pianificazione territoriale e all’Edilizia privata Andrea Zini. “Gli uffici della Pianificazione territoriale e della Viabilità hanno svolto e continuano a svolgere un lavoro approfondito su una vicenda segnata dal venir meno delle due società lottizzanti e dal fallimento del soggetto che aveva rilasciato la fideiussione. Insieme all’assessore Marchiol abbiamo incontrato i residenti proprio per illustrare il quadro e mantenere aperto il confronto. È però necessario evitare ricostruzioni parziali: la convenzione del 2014 obbligava i lottizzanti a realizzare le opere, mentre il Comune ne era il beneficiario e non l’esecutore”.

Il punto centrale riguarda la cessione al Comune delle aree destinate alla strada, al verde e ai servizi. Nell’ambito di una lottizzazione, infatti, il privato si impegna a realizzare le opere di urbanizzazione e successivamente a cederle all’amministrazione. Nel caso del Piano Attuativo del Cormor Basso, le aree sono state cedute nel 2019 prima che tutte le opere fossero completate e collaudate.

La cessione della proprietà, però, non ha trasferito al Comune gli obblighi di realizzazione ancora pendenti. Dal punto di vista giuridico, il passaggio delle aree al patrimonio comunale non porta con sé gli oneri previsti dalla convenzione: questi rimangono a carico dei soggetti lottizzanti e dei loro aventi causa fino al completo adempimento.

“In concreto”, prosegue Zini, “gli obblighi non gravano quindi sul Comune, ma sui privati che hanno sottoscritto la convenzione e sui soggetti successivamente subentrati nelle proprietà del comparto. Gli atti di compravendita richiamavano espressamente la convenzione urbanistica e informavano gli acquirenti dell’esistenza dei relativi obblighi e vincoli. Nell’attuale situazione, pertanto, il completamento delle opere ricade purtroppo sui proprietari privati interessati e non può essere automaticamente posto a carico dell’intera collettività. Il Comune ha preso formalmente in carico soltanto la fermata degli autobus, perché è l’unica parte ultimata e collaudata. Le restanti aree, pur essendo state cedute, erano rimaste nella disponibilità dei lottizzanti proprio per permettere loro di terminare i lavori”.

L’amministrazione sottolinea inoltre che gli uffici si sono attivati in più occasioni. Il Comune ha ripetutamente sollecitato il pagamento degli oneri di urbanizzazione secondaria, successivamente incassati per intero per un importo di 212.008,92 euro. Nel dicembre 2024 e nell’aprile 2026 sono state inviate ulteriori comunicazioni alle società lottizzanti per chiedere il rispetto degli obblighi convenzionali ed è stato avviato il tentativo di escussione della fideiussione.

Nell’ambito di queste verifiche è emerso che Confidi Centrale, il soggetto che aveva rilasciato la garanzia, era stato dichiarato fallito nel gennaio 2015. A quella data, tuttavia, gli obblighi previsti dalla convenzione non erano ancora scaduti e non sussistevano quindi i presupposti per contestare l’inadempimento e procedere all’escussione. La vicenda è stata successivamente aggravata dalla liquidazione delle società lottizzanti e dall’impossibilità di ottenere da queste il completamento delle opere.

“Non neghiamo il problema e non sottovalutiamo le condizioni della strada”, conclude Zini. “Gli uffici della Pianificazione territoriale e della Viabilità stanno lavorando congiuntamente per individuare una soluzione tecnicamente sostenibile e giuridicamente corretta. Il confronto con i residenti proseguirà, ma deve partire dagli atti e dalle effettive responsabilità. Non è possibile trasformare una complessa successione di inadempimenti privati in una presunta inerzia del Comune, né trasferire automaticamente costi alla collettività

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Ultimo aggiornamento: 14/07/2026 15:45

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