UDINE È IL PRIMO COMUNE ITALIANO A RICEVERE LA CERTIFICAZIONE INTERNAZIONALE DI BLUE COMMUNITY

Anche l’Italia entra nella rete delle Blue Communities: il capoluogo friulano apre la strada su scala nazionale
Data:

20/03/2026

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  • Comunicato stampa
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Descrizione

Udine compie un nuovo e importante passo nel proprio percorso verso la sostenibilità ambientale. Con il conferimento della certificazione internazionale di Blue Community, il capoluogo friulano diventa il primo Comune in Italia a ottenere questo riconoscimento, entrando ufficialmente nella rete mondiale che promuove la tutela dell’acqua come bene comune, diritto umano universale e risorsa pubblica da gestire in modo sostenibile. Insieme a Udine, riceve il riconoscimento anche l’unione dei Comuni delle Madonie, in Sicilia, tra le prime realtà italiane a entrare nel network internazionale. Udine si unisce oggi a Parigi, Berlino e 118 altre città della rete.

 

La certificazione, consegnata virtualmente da Maude Barlow, attivista internazionale e fondatrice del movimento delle Blue Communities, segna il punto di arrivo di un percorso costruito dall’amministrazione comunale insieme a una rete di soggetti del territorio. Un cammino che negli ultimi anni ha visto il Comune di Udine rafforzare progressivamente il proprio impegno amministrativo e culturale sul tema dell’acqua, fino a inserirsi stabilmente in un progetto di rilievo internazionale. Il percorso italiano delle Blue Communities è promosso a livello nazionale dal CeVI – Centro di Volontariato Internazionale, che ha accompagnato negli ultimi anni lo sviluppo delle prime esperienze italiane, appunto quelle di Udine e del Parco delle Madonie.

 

Le prossime iniziative nel capoluogo friulano. Le parole dell’Assessora Eleonora Meloni

“Ricevere la certificazione internazionale di Blue Community è per il Comune di Udine un risultato di grande valore, che riconosce la serietà del lavoro svolto in questi anni e ci consegna una responsabilità ancora più forte per il futuro”, sottolinea l’Assessora alla Sostenibilità ambientale Eleonora Meloni. “Per noi questo traguardo conferma una visione chiara: l’acqua è un diritto fondamentale, un bene comune da difendere e una risorsa che va governata con lungimiranza, in stretta collaborazione con il gestore pubblico CAFC e con tutti i soggetti del territorio. Il nostro impegno si traduce in azioni concrete, dalla tutela della risorsa idrica alla riduzione degli sprechi, fino alla promozione dell’acqua pubblica nelle scuole e nei luoghi della vita quotidiana. In questa direzione, l’amministrazione intende installare una nuova casetta dell’acqua al Parco Martiri delle Foibe, grazie alla collaborazione del Consiglio di quartiere partecipato e del Comitato di viale Ungheria, e posizionare nelle scuole primarie Manzoni, P. Zorutti, E. F. Bellavitis, G. Ellero e A. Zardini alcuni erogatori di acqua fresca e controllata”.

 

L’azione del Comune di Udine

Su questi temi Udine ha costruito nel tempo un’azione concreta, sviluppata anche in raccordo con l’Università di Udine, che dal 2018 coordina un tavolo di lavoro sull’acqua per promuovere una cultura consapevole del bene comune acqua e con il progetto Blue Communities avviato insieme al CeVI. Accanto alle attività di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza e alle scuole, il Comune ha rafforzato il proprio impegno attraverso i Contratti di Fiume, strumenti strategici per la tutela e la valorizzazione della risorsa idrica.

 

L’amministrazione è infatti coinvolta nel Contratto di Fiume del Cormor, sottoscritto nel marzo 2026 insieme a 25 Comuni, Regione, Consorzio di bonifica e associazioni del territorio, e nel Contratto di Fiume del Roiello di Pradamano, sviluppato con il Comune di Pradamano e altri partner locali in una logica di tutela ambientale, partecipazione civica e valorizzazione paesaggistica e culturale. Per il Cormor, il contratto prevede azioni su sicurezza idraulica, qualità delle acque, risparmio idrico, contrasto a plastiche e microplastiche e promozione del territorio anche sotto il profilo turistico. Per il Roiello, invece, è stato definito un Programma d’Azione 2023-2025 con 30 progetti operativi, che comprende interventi di manutenzione, miglioramento della funzionalità idraulica, coinvolgimento della cittadinanza, valorizzazione storico-paesaggistica del corso d’acqua e strumenti di fruizione come la Mappa di Comunità e i percorsi di mobilità dolce. A questo si aggiunge il fatto che il Comune è prossimo ad avviare anche le procedure per la stipula del Contratto di Fiume del Torre, ulteriore tassello di una strategia integrata sulla gestione dell’acqua e del territorio.

 

“Essere la prima amministrazione comunale italiana a ottenere questa certificazione significa anche assumersi il compito di aprire una strada”, aggiunge Meloni. “Vogliamo che Udine sia un esempio a livello nazionale: una città capace di coniugare gestione pubblica della risorsa, innovazione, educazione ambientale e partecipazione della comunità. In un paese come l’Italia che è il massimo consumatore d’acqua in bottiglia in Europa e secondo al mondo, superato solo dal Messico. Le Blue Communities non sono solo un riconoscimento, ma un metodo di lavoro che ci chiede coerenza, investimenti e responsabilità condivisa”.

 

L’impegno di Cafc

Fondamentale, in questo percorso, è anche il ruolo di CAFC, gestore del servizio idrico integrato nel territorio comunale e partner dell’amministrazione e nello sviluppo di interventi orientati all’efficienza e all’innovazione. Un impegno, quello di Cafc, testimoniato anche dai numeri descritti dal presidente Salvatore Benigno.

 

“L’ingresso di Udine nella rete delle Blue Communities rappresenta un passaggio concreto verso una gestione dell’acqua sempre più sostenibile e condivisa. Come CAFC sosteniamo questo percorso, che mette al centro il valore pubblico della risorsa e la responsabilità collettiva nella sua tutela”, commenta il presidente di CAFC Salvatore Benigno. “Abbiamo già digitalizzato circa 3.000 chilometri di rete acquedottistica, trasformandola in un gemello digitale che consente una gestione predittiva, e installato nel Comune di Udine oltre 21.000 contatori intelligenti per individuare tempestivamente consumi anomali e perdite. Con il progetto Smart Water Management FVG, finanziato dal PNRR con 48 milioni di euro a livello regionale, puntiamo a ridurre in modo significativo le perdite idriche lineari, intervenendo anche sulle condotte strategiche con tecnologie non invasive. A questo si affianca l’impegno educativo, con il coinvolgimento delle scuole e iniziative dedicate a promuovere un uso consapevole della risorsa”.

 

“La domanda di acqua è in aumento e la disponibilità di acqua di buona qualità rischia di diminuire a fronte degli effetti dei cambiamenti climatici; dobbiamo assumerci a tutti i livelli di salvaguardare l'acqua e gestirla in modo pubblico e partecipato; questo è il senso delle Blu Communities: Comunità che si prendono cura dell'acqua”, è infine la dichiarazione del presidente di Cevi Marco Iob. 

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Ultimo aggiornamento: 24/03/2026 12:56

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