Descrizione
Un sistema di servizi che accompagna bambini, ragazzi e famiglie dai primi mesi di vita fino alla scuola secondaria, prima e dopo l'orario delle lezioni e anche nei periodi di sospensione dell'attività scolastica.
All'avvio del nuovo anno scolastico il Comune di Udine traccia il quadro delle politiche per l'istruzione messe in campo dall'amministrazione: nidi, pre e post accoglienza, doposcuola, ristorazione, diritto allo studio, centri ricreativi estivi, trasporto, sostegni economici, nuovi spazi e progetti educativi. Un'offerta che negli ultimi anni si è progressivamente ampliata, con l'obiettivo di rispondere sempre meglio alle esigenze concrete delle famiglie.
Il dato generale evidenzia un elemento significativo: mentre la popolazione scolastica complessiva diminuisce per il calo demografico, la domanda per diversi servizi comunali rimane elevata e, in alcuni casi, cresce. Il caso più evidente è quello della ristorazione scolastica, che registra oggi 3.402 iscritti, 184 in più rispetto allo stesso momento della campagna dello scorso anno.
“Questa amministrazione ha aumentato i servizi, garantendo qualità senza aumenti generalizzati delle tariffe. E’ evidente però che la società è cambiata rispetto a qualche decennio fa ed è necessario che a livello generale si rivedano i tempi e l’organizzazione del calendario scolastico” illustra l’assessore all’Istruzione Federico Pirone.
Quasi mille bambini già accolti al doposcuola
Il doposcuola si conferma uno dei servizi più richiesti dalle famiglie udinesi. Per il nuovo anno scolastico sono arrivate 993 domande e 947 bambini sono già stati ammessi. A questi si aggiungono i servizi che accompagnano le famiglie ai due estremi della giornata scolastica: 146 alunni già accolti nella preaccoglienza, su 203 richieste, e 56 bambini nella postaccoglienza delle scuole dell'infanzia, su 100 domande presentate.
Anche la presenza sul territorio si allarga. La preaccoglienza è oggi attiva in sette scuole primarie, compresa la sezione Montessori, De Amicis, Nievo, Toppo Pascoli e Alberti, quest'ultima aperta anche ai bambini della vicina scuola dell'infanzia Baldasseria Media. La novità di quest'anno è l'attivazione alla Divisione Alpina Julia. La postaccoglienza è invece presente nelle scuole dell'infanzia Taverna, I Maggio, D'Artegna e, per la prima volta, Centazzo. Le iscrizioni riapriranno il 18 settembre attraverso e-Civis e, qualora venga raggiunto il numero minimo, potranno essere riattivati la preaccoglienza alla Pellico e alla Negri e la postaccoglienza alla Volpe. Alla IV Novembre potrà inoltre essere attivato per la prima volta un prolungamento del doposcuola fino alle 17.
Per sostenere questa rete il Comune mette in campo circa 1,6 milioni di euro nell'anno scolastico 2026/27 e sono state ampliate e migliorate le fasce ISEE per garantire una maggiore equità.
Oltre 3.400 bambini a mensa già prima dell'inizio dell'anno
La mensa scolastica continua a essere uno dei servizi comunali con i numeri più consistenti. Nell'ultimo anno scolastico ha coinvolto 3.534 alunni, praticamente l'equivalente di una piccola città: 956 bambini dell'infanzia, 2.164 delle primarie e 414 delle secondarie di primo grado.
E il dato del nuovo anno è già significativo. Prima ancora della chiusura definitiva delle iscrizioni si contano 3.402 adesioni, contro le 3.218 registrate nello stesso momento della precedente campagna: 184 in più. Sono già iscritti 909 bambini dell'infanzia, 2.168 alunni delle primarie e 325 delle secondarie.
Nidi, quasi cento posti in più in tre anni
È uno dei dati che fotografano meglio la crescita dell'offerta comunale: 97 posti in più nei nidi in appena tre anni. Dai 331 disponibili nell'anno educativo 2023/24 si è passati ai 428 del 2026/27, con un incremento complessivo del 29%. Solo quest'anno sono già stati assegnati 224 nuovi ingressi.
Parallelamente si riduce la pressione delle liste d'attesa. Tre anni fa erano 129 i bambini in graduatoria; oggi le domande ancora in attesa sono meno di 80, mentre gli uffici stanno continuando a effettuare nuove assegnazioni. Il sistema dei nidi rappresenta anche uno degli investimenti più rilevanti dell'amministrazione nell'ambito educativo, con una spesa stimata attorno ai 4,7 milioni di euro all'anno, esclusi ristorazione e nuovo nido di via Adige.
Estate, oltre duemila posti: 173 bambini in più rispetto al 2023
La crescita dell'offerta emerge con particolare evidenza nei centri estivi. Nel 2026 sono stati occupati 1.775 posti tra quelli messi a disposizione. Rispetto al 2023 sono 173 bambini in più ad aver frequentato i centri, quando gli iscritti erano 1.602. Nello stesso periodo l'investimento comunale è passato da 608.800 a 908.500 euro, quasi 300 mila euro in più.
Per i bambini tra 3 e 6 anni si sono contate 533 presenze, e nel mese di luglio è stata aggiunta una quinta sede alla scuola dell'infanzia Volpe. Ancora più ampia l'offerta per la fascia 6-11 anni: 1.110 i bambini accolti, con l'apertura di un centro aggiuntivo alla Zorutti. Tre centri hanno inoltre iniziato le attività già il 15 giugno, immediatamente dopo la conclusione delle lezioni, proprio nell'ottica di ridurre il più possibile il vuoto tra calendario scolastico e necessità delle famiglie.
A completare l'offerta c'è "Stelle in Gioco", il centro estivo dedicato ai bambini con bisogni educativi speciali, che ha registrato 27 presenze sui 30 posti disponibili.
"Proprio l'estate ci indica la direzione per i prossimi anni", conclude Pirone. "Dobbiamo ridurre sempre di più la distanza tra il calendario della scuola e i bisogni educativi e organizzativi delle famiglie. Significa ragionare sulla continuità educativa per tutto l'anno, costruendo insieme agli istituti e al territorio soluzioni che accompagnino bambini e ragazzi anche quando le lezioni si interrompono. È qui che l'autonomia di una comunità locale può produrre valore: conoscere i bisogni, assumersi la responsabilità di interpretarli e organizzare risposte concrete".
Libri e sostegni: oltre 3 mila cedole e risposte anticipate di più di un mese
Il sostegno alle famiglie passa anche dal diritto allo studio. Ogni anno il Comune garantisce i libri di testo gratuiti attraverso le cedole digitali a oltre 3 mila bambini delle scuole primarie residenti a Udine. Quest'anno il servizio è arrivato con largo anticipo: le cedole sono state emesse il 22 luglio, mentre nel 2025 erano state disponibili il 25 agosto.
A questo si aggiunge un pacchetto di contributi per l'acquisto di libri e materiale scolastico: 15 mila euro per il Buono libro, 100 mila euro complessivi per i Buoni Scuola Fior Benvenuto Elia e altri 10 mila euro per i Buoni scuola propri. Anche in questo caso sono stati accorciati nettamente i tempi: misure che nel 2025 erano state attivate tra il 6 e il 28 agosto quest'anno sono state tutte rese disponibili già il 9 luglio.
Alle sei scuole secondarie di primo grado della città vengono inoltre destinati circa 66 mila euro per attività di assistenza allo studio, compiti, rinforzo e laboratori, mentre il contributo annuale alle scuole paritarie associate alla FISM ammonta a 390 mila euro.
Il Patto per la scuola e una rete educativa che va oltre le lezioni
A fare da cornice alle politiche dell'amministrazione è il "Patto per la scuola", sottoscritto nel gennaio 2026 tra Comune e Istituti Comprensivi. Il documento consolida la collaborazione sulla programmazione dell'offerta formativa, sulla continuità educativa, sull'edilizia e la sicurezza delle scuole, sulla qualificazione di mensa, trasporti e servizi parascolastici, oltre che sulle politiche di inclusione, intercultura, sostegno agli alunni con disabilità e bisogni educativi speciali e contrasto alla dispersione scolastica.
Nello stesso quadro si inserisce "A piccoli passi", progetto rivolto alle famiglie con bambini da 0 a 6 anni che mette in rete nidi, Ludoteca, Civici Musei, Sezione Ragazzi della Biblioteca Joppi e le otto biblioteche di quartiere, attraverso un "Passaporto" dedicato alle esperienze dei bambini e una mappa digitale dei servizi.
L'offerta formativa cittadina si rafforza anche con la nuova sede definitiva del CPIA nell'ex edificio scolastico di via Di Toppo, che consentirà al Centro per l'istruzione degli adulti di disporre di spazi autonomi e dedicati.
Una scuola che cambia insieme alla città: tre alunni su dieci hanno cittadinanza straniera
Anche i numeri raccontano come sta cambiando la comunità scolastica udinese. Nel 2023/24 gli alunni con cittadinanza straniera rappresentavano il 25,2% del totale; l'anno successivo erano il 26,48% e nel 2025/26 il 26,56%. Il primo dato provvisorio per il 2026/27 porta questa quota al 30,23%: 1.031 alunni su 3.410.
Una presenza che si ritrova naturalmente anche nei servizi comunali. Nel doposcuola sono 173 su 947 gli alunni con cittadinanza estera, il 18,3% del totale. Nella postaccoglienza delle scuole dell'infanzia sono 9 su 56, il 16%, mentre nella preaccoglienza sono 7 su 146, il 5%. Nei nidi, considerando bambini già frequentanti e nuove assegnazioni effettuate finora, la quota è pari al 19,47%. Nei centri estivi invece i bimbi di origine straniera sono stati il 23% di media tra i vari turni.
È in questo quadro che assume un significato concreto il principio indicato dall’amministrazione: servizi comunali pensati per tutti i bambini che vivono la città, indipendentemente dalla cittadinanza.
"Il nostro principio guida è nessuna discriminazione: che riguarda non solo i bambini stranieri ma anche tutti i bambini e le bambine che hanno necessità educative speciali. Ribadiamo un principio che per noi è fondamentale: a Udine nessun bambino è straniero", afferma l'assessore all'Istruzione Federico Pirone. "Possiamo avere cittadinanze e storie familiari diverse, ma tutti i bambini che vivono e crescono qui fanno parte della stessa comunità e devono avere accesso alle stesse opportunità educative. Sono tutti bambini e ragazzi udinesi. È questa l'idea di cittadinanza sulla quale vogliamo costruire le politiche della città e anche la Udine del futuro, partendo dalle nuove generazioni".