"Il gioco scende in strada”: a Udine i quartieri trasformano il gioco in rigenerazione urbana

Il progetto del Comune, finanziato dall’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, coinvolgerà le scuole Tiepolo e Marconi in un percorso biennale. Le strade diventano aree di gioco spontaneo per il benessere dei ragazzi e delle ragazze
Data:

22/06/2026

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  • Comunicato stampa
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Descrizione

Ripensare la città a misura di bambine e bambini, ragazze e ragazzi, restituendo loro spazi sicuri dove incontrarsi, giocare, ritrovare la socialità e crescere in autonomia. È questo l’obiettivo di “Il gioco scende in strada”, il nuovo progetto del Comune di Udine. L’intervento è stato finanziato con un bando nazionale dall’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza: Udine è uno degli 8 comuni del Nord Italia risultati vincitori dell’avviso pubblico destinato complessivamente a 200 città italiane. Le attività prenderanno il via già domani, 23 giugno, e proseguiranno con un percorso di ben 24 mesi.

L’iniziativa interesserà in particolare le aree antistanti due istituti scolastici cittadini: la scuola secondaria di primo grado G.B. Tiepolo, in via del Pioppo, nel quartiere Villaggio del Sole, e la scuola secondaria di primo grado G. Marconi, nel quartiere Paderno. Due presidi fondamentali in due quartieri periferici. L’attività prenderà luogo in quelle che vengono definite “aree soglia”, settori di strada pubblica tra la scuola e la città, tra il tempo educativo e quello famigliare, che spesso restano privi di una funzione vera e propria e vengono attraversati senza essere vissuti.

Con il progetto in partenza, questi luoghi saranno invece trasformati in spazi di relazione e partecipazione, piccole piazze di quartiere in cui il gioco spontaneo e l’incontro tra generazioni possano diventare momenti di rigenerazione urbana e sociale. Guardando ai dati in ambito nazionale riguardo il disagio e la socialità giovanile, in Italia, tra gli 11 e i 17 anni, la quota di ragazzi che incontra gli amici ogni giorno nel tempo libero è scesa molto: dal 70% circa nel 2005 a meno del 30% nel 2023, secondo gli ultimi dati di OpenPolis. In più, il 32,6% dei bambini italiani tra 6 e 10 anni usa lo smartphone tutti i giorni, secondo SaveThe Children.

Al centro dell’intervento c’è allora il valore del gioco libero, analogico e all’aria aperta. In un contesto sempre più segnato dalla digitalizzazione e dal rischio di isolamento fin dall’infanzia, il progetto intende riportare l’attenzione sull’importanza dei giochi di strada, della manualità, del movimento, della lettura condivisa e delle esperienze vissute insieme, senza il filtro degli schermi. Tante le attività in programma, dalla musica al gioco, il disegno e la pittura, il movimento, fino al circo e ai giochi da tavolo.

“In un momento storico in cui i bambini, soprattutto a causa dell’abuso precoce degli smartphone, giocano meno, scegliamo di mettere al centro i più giovani, con un progetto che da loro è costruito e realizzato. Pensiamo che il gioco spontaneo sia il modo migliore per costruire relazioni, autonomia ed educazione, dando un senso diverso allo spazio pubblico e a due quartieri della città. La nostra amministrazione crede molto in questa visione: siamo orgogliosi di presentare questa iniziativa come un tassello importante della città che abbiamo in mente, aperta, dialogante, sostenibile, fatta dalle persone. Proprio le tante persone delle nostre associazioni e delle nostre scuole valorizzano questo progetto e questo lavoro di rete tra amministrazione ed enti del terzo settore”, è il commento dell’assessore alla cultura e istruzione Federico Pirone.

Il progetto si svilupperà lungo due direttrici principali. La prima riguarda l’ascolto e il coinvolgimento diretto dei ragazzi tra i 6 e i 16 anni, chiamati a essere protagonisti della costruzione delle attività. Attraverso realtà già attive sul territorio, come il Punto Luce alla scuola Tiepolo e il CCRR, il Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze, bambini e adolescenti sono già stati e saranno coinvolti nella co-progettazione degli interventi, assumendo un ruolo attivo e propositivo nella trasformazione degli spazi.

La seconda direttrice prevede l’attivazione regolare delle aree nei mesi di giugno, luglio, agosto e settembre. Per ciascuna area sono previsti almeno otto incontri all’anno, per un totale di sedici appuntamenti nel biennio e almeno 32 interventi sul territorio. Le attività saranno realizzate con il coinvolgimento di una rete di associazioni e soggetti partner composta da Coccinelle Rosa, Kaleidoscienza, Underart e GetUp.

Un ulteriore elemento del progetto sarà curato dall’ETS ITACA, partner dell’iniziativa, che contribuirà alla rigenerazione “leggera” degli spazi esterni scolastici attraverso la realizzazione di murales insieme ai ragazzi e alle ragazze. Questo percorso coinvolgerà in particolare la fascia d’età 11-14 anni in entrambe le fasi di ideazione e pittura, generando un’occasione per promuovere una riflessione accessibile sul tema del “prendersi cura”: degli spazi, delle relazioni e della comunità.

“La strada deve tornare a essere un luogo di vita, di incontro e, soprattutto, di sicurezza. Con questo progetto dimostriamo che non servono sempre grandi stravolgimenti infrastrutturali per cambiare il volto di un quartiere: a volte basta ripensare l’uso della strada, sottrarla alla logica del solo passaggio automobilistico e restituirla alla socialità, al gioco e alla cura comune. Creare spazi sicuri, accoglienti e integrati con il contesto urbano circostante davanti alle scuole significa piantare un seme per una Udine più vivibile, a misura di bambine e bambini, e quindi più accessibile e aperta per tutti”, è il commento dell’Assessore alla mobilità Ivano Marchiol.

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Ultimo aggiornamento: 24/06/2026 11:05

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