Enrico Galiano a Udine: “Sbagliare serve a crescere”

Venerdì 29 maggio alle 18.30 un incontro gratuito e aperto a tutti per parlare di adolescenza, educazione, fragilità e relazioni
Data:

26/05/2026

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  • Comunicato stampa
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Descrizione

Che cosa significa crescere oggi, in un tempo in cui ragazze e ragazzi sentono sempre più forte la pressione di dover essere all’altezza? E che ruolo possono avere gli adulti — genitori, insegnanti, educatori — nel trasformare l’errore da fallimento a occasione di crescita?

Saranno questi alcuni dei temi al centro dell’incontro con Enrico Galiano, scrittore, insegnante e divulgatore tra i più amati dal pubblico italiano, in programma venerdì 29 maggio alle 18.30. L’appuntamento è gratuito e aperto a tutta la cittadinanza.

Con il suo stile diretto, coinvolgente e vicino al mondo dei giovani, Galiano accompagnerà il pubblico in una riflessione sull’adolescenza e sulle relazioni educative, partendo da un’idea semplice ma spesso dimenticata: non si cresce senza sbagliare. L’imperfezione, la fragilità, il dubbio e perfino la caduta possono diventare strumenti preziosi per costruire fiducia, autonomia e consapevolezza.

L’incontro si rivolge a genitori, insegnanti, educatori, operatori sociali, ma anche a chiunque abbia a cuore il tema della crescita dei più giovani. In un’epoca dominata dalla performance, dai giudizi rapidi e dall’ansia di riuscire sempre, l’appuntamento vuole aprire uno spazio diverso: più umano, più libero, più capace di ascolto.

L’evento con Enrico Galiano chiuderà una giornata promossa dal Servizio Sociale dell’Ambito Territoriale Friuli Centrale e dedicata a infanzia, adolescenza e famiglie. Al mattino è previsto un momento di lavoro rivolto agli operatori dei servizi sociali, sanitari ed educativi della Regione, dedicato al Programma P.I.P.P.I. – Programma di Intervento Per la Prevenzione dell’Istituzionalizzazione, oggi riconosciuto come Livello Essenziale delle Prestazioni Sociali.

Nel pomeriggio, però, il confronto si aprirà alla città: l’obiettivo è parlare non solo agli addetti ai lavori, ma a tutta la comunità educante. Perché accompagnare bambini, bambine e adolescenti non è un compito che riguarda solo i servizi o la scuola, ma una responsabilità condivisa.

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Numero comunicato

257

Ultimo aggiornamento

Ultimo aggiornamento: 26/05/2026 17:28

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