Descrizione
La Giunta comunale di Udine intende chiedere alla Regione Friuli Venezia Giulia, nell’ambito della prossima concertazione, il finanziamento di due importanti progetti di rigenerazione urbana: la prosecuzione degli interventi nell’area del Centro Studi e il recupero dell’ex Macello di via Sabbadini, con il completamento degli spazi che oggi ospitano il Museo Friulano di Storia Naturale.
Il centro studi
Per il Centro Studi, area strategica di interesse regionale che riunisce, a poche centinaia di metri di distanza, il più grande polo ospedaliero e il più grande polo scolastico della regione, il Comune richiederà complessivamente 5,5 milioni di euro. Le risorse serviranno a dare continuità al percorso, già avviato grazie a finanziamenti regionali, per la riqualificazione della viabilità dell’intero contesto comprendente viale Leonardo da Vinci e viale Cadore.
Il progetto è articolato in più lotti e interessa interamente i due assi di via Cadore e viale Leonardo da Vinci. Per il primo lotto, quello di via Cadore, il Comune di Udine è già nella fase progettuale grazie ai 4 milioni di euro ottenuti nell’ambito della concertazione dello scorso anno. Per quanto riguarda il lotto 2, relativo al tratto di viale Leonardo da Vinci compreso tra viale Cadore e piazzale Cavedalis, l’Amministrazione ha invece ottenuto dalla Regione, in sede di variazione di bilancio 2026, un finanziamento di 2,5 milioni di euro.
Venendo al presente, il progetto è diviso in ulteriori due lotti, il 3 e il 4: il terzo riguarda Viale Leonardo da Vinci tra viale Cadore a via Martignacco, mentre il quarto riguarda l’intersezione dello stesso viale con via Martignacco, via della Faula e via Raccolana. Con la concertazione 2026-2027, il Comune ha chiesto un totale di 5, 5 milioni di euro per questi lotti ancora non finanziati. Si tratta di interventi complementari che, nel loro insieme, permetteranno di ridisegnare un’area fondamentale per la città e per l’intera regione.
“Il Centro Studi è uno dei cuori della vita quotidiana di Udine e dell’intera regione. Parlare di quest'area significa parlare di mobilità, vivibilità e risposta al contesto climatico: accoglie migliaia di residenti e ogni giorno decine di migliaia di studentesse, studenti, lavoratori e pazienti verso il più grande polo scolastico e il principale presidio ospedaliero del Friuli Venezia Giulia. Ridisegnare gli assi di viale Cadore e viale Leonardo da Vinci significa ridisegnare spazio pubblico. Vogliamo garantire un'accessibilità sicura per la mobilità attiva, il trasporto pubblico e quello privato, riducendo l'impatto delle emissioni e aumentando la qualità dello spazio pubblico e di quello verde, elemento fondamentale per contrastare le isole di calore, gli effetti delle grandi piovosità e adattare la città ai cambiamenti climatici in atto.
La richiesta che portiamo al tavolo di concertazione con la Regione – che si aggiunge alle risorse già ottenute – dà continuità a un percorso strategico rigoroso: restituire ai cittadini un quartiere più sicuro, più verde, più salubre e davvero vivibile per tutte le età”, commenta a riguardo l’Assessore alle opere pubbliche, alla viabilità e al verde Ivano Marchiol.
L’ex Macello
La seconda posta riguarda l’ex Macello di via Sabbadini, per il quale il Comune richiederà invece 4,8 milioni di euro. L’Amministrazione dispone già di due milioni di euro sempre di provenienza regionale, una dotazione che, senza la necessaria integrazione finanziaria, non consente tuttavia di dare seguito al progetto e rimane quindi inutilizzabile.
L’intervento riveste un’importanza strategica sotto diversi punti di vista. Il recupero permetterebbe innanzitutto di completare la riqualificazione di una vasta area dismessa nella quale, nonostante la presenza del Museo, si concentrano ancora episodi di emarginazione sociale, degrado e illegalità. Restituire pienamente questi spazi alla città significa agire contemporaneamente sul piano urbanistico, culturale e sociale, rafforzando il presidio pubblico e la frequentazione positiva dell’area.
“Il recupero dell’ex Macello può essere una delle operazioni più importanti per la rigenerazione di questa parte della città”, spiega infine l’assessore alla Cultura Federico Pirone. “Abbiamo già restituito alla comunità una parte di un complesso che, fino a pochi anni fa, era completamente abbandonato e che oggi ospita il Museo Friulano di Storia Naturale, realtà di interesse regionale. Il completamento dell’opera consentirebbe di riqualificare l’intero contesto, valorizzare un polo culturale e scientifico unico e renderlo pienamente accessibile al pubblico. L’Amministrazione si è impegnata a trasformare un contesto ancora segnato da degrado, marginalità e illegalità in un luogo vivo e sicuro, obiettivo realizzabile anche grazie a questo intervento. Si tratta però di un investimento che il Comune di Udine non può sostenere da solo: proprio per la rilevanza del progetto, la concertazione con la Regione rappresenta lo strumento più adeguato per portarlo a compimento".