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Il Sindaco

Il Sindaco
Estratto dello Statuto del Comune di Udine
15 febbraio 2002 (artt. 36, 37, 38, 39)

Il Sindaco è l'organo responsabile dell'amministrazione del Comune. Egli rappresenta il Comune ad ogni effetto di legge, sovrintende all'andamento generale dell'ente e garantisce la rispondenza dell'azione della giunta agli atti di indirizzo del consiglio e assume i provvedimenti che per legge rientrano nella sua competenza.

Le Competenze

Il Sindaco, in particolare:

- convoca e presiede la giunta;

- sovrintende al funzionamento dei servizi e degli uffici, di cui nomina i responsabili; attribuisce e definisce gli incarichi dirigenziali e quelli di collaborazione esterna; sovrintende altresì all'esecuzione degli atti ed impartisce le direttive per un regolare ed efficiente funzionamento degli uffici e dei servizi. In caso di inerzia e di comportamenti difformi dalle deliberazioni degli organi comunali, il sindaco attiva tutti i procedimenti utili previsti dalla legge;

- rappresenta il comune nell'assemblea dei consorzi comunali e provinciali per la gestione associata di uno o più servizi, nelle società partecipate e nelle associazioni di cui il comune è parte. Per tale incombenza egli può nominare un proprio delegato;

- delega a singoli assessori le proprie competenze relative a settori omogenei dell'attività comunale; può revocare uno o più assessori, dandone motivata comunicazione al consiglio nella prima seduta utile. Provvede inoltre immediatamente alla sostituzione di singoli assessori dimissionari, impediti in via permanente, decaduti, rimossi o deceduti, dandone comunicazione al consiglio nella seduta successiva;

- promuove la conclusione di accordi di programma e provvede all'assolvimento dei compiti previsti dalla legge in materia di costituzione di consorzi, di convenzioni intercomunali e di altre forme associative, sottoscrivendo, in particolare, statuti e atti costitutivi di società, associazioni e fondazioni. Ove l'accordo di programma comporti variazione degli strumenti urbanistici, l'adesione del sindaco allo stesso deve essere ratificata dal consiglio comunale entro trenta giorni, a pena di decadenza;

- esercita, nell'ambito delle deroghe previste dalle norme giuridiche in fatto di segreto o di opportunità divulgativa degli atti, le azioni a tutela dell'interesse del comune e del diritto alla riservatezza delle persone.

Il sindaco, nell'ambito della disciplina regionale e sulla base degli indirizzi espressi dal consiglio comunale, provvede alla predisposizione ed al coordinamento del piano degli orari:

- degli esercizi commerciali;
- dei servizi pubblici;
- degli uffici periferici delle amministrazioni pubbliche, al fine di armonizzare l'esplicazione dei servizi con le esigenze complessive e generali degli utenti. A tale scopo il sindaco attiva idonee procedure di consultazione con le forze economiche e sociali interessate.

Il sindaco, sulla base degli indirizzi stabiliti dal consiglio, provvede alla nomina, alla designazione ed alla revoca dei rappresentanti del comune presso enti, aziende ed istituzioni. Tutte le nomine e le designazioni debbono essere effettuate entro quarantacinque giorni dall'insediamento ovvero entro i termini di scadenza del precedente incarico.

Il sindaco esercita, nei casi previsti dalla legge, le funzioni di ufficiale di governo.

Il sindaco, previa comunicazione al prefetto, può altresì delegare l'esercizio delle funzioni previste dalle lettere a), b), c), d) del primo comma dell'articolo 54 del decreto legislativo 18.08.2000, n. 267 e dall'articolo 14 del medesimo, ai presidenti dei consigli circoscrizionali.

Il sindaco, per l'esercizio delle funzioni di cui ai precedenti commi, si avvale degli uffici e dei servizi del comune.

Il sindaco è sostituito a tutti gli effetti in caso di assenza od impedimento dal vicesindaco.

In caso di assenza o di impedimento del vicesindaco, le funzioni del sindaco sono esercitate dall'assessore più anziano per età.

Il sindaco può delegare uno o più consiglieri comunali per l'assolvimento di compiti specifici, che non abbiano rilevanza esterna.

Distintivo del sindaco è la fascia tricolore con lo stemma della Repubblica e lo stemma del comune, da portarsi a tracolla.

Mozione di sfiducia e dimissioni del sindaco

Il voto del consiglio comunale contrario ad una proposta del sindaco o della giunta non ne comporta le dimissioni.

Il sindaco e la giunta cessano dalla carica in caso di approvazione di una mozione di sfiducia votata per appello nominale dalla maggioranza assoluta dei componenti il consiglio. La mozione di sfiducia deve essere motivata e sottoscritta da almeno due quinti dei consiglieri assegnati, senza computare a tal fine il sindaco e viene messa in discussione non prima di dieci giorni e non oltre trenta giorni dalla sua presentazione. Se la mozione viene approvata, si procede allo scioglimento del consiglio ed alla nomina di un commissario ai sensi delle leggi vigenti.

In caso di dimissioni, impedimento permanente, rimozione, decadenza o decesso del sindaco, la giunta decade e si procede allo scioglimento del consiglio. Il consiglio e la giunta rimangono in carica sino all'elezione del nuovo consiglio e del nuovo sindaco. Sino alle predette elezioni, le funzioni del sindaco sono svolte dal vicesindaco o, nel caso di dimissioni, impedimento permanente, rimozione, decadenza o decesso di quest'ultimo, da un commissario in base alle disposizioni di legge.

Le dimissioni presentate dal sindaco diventano irrevocabili e producono gli effetti di cui al comma 3 trascorso il termine di venti giorni dalla loro presentazione al consiglio.

Responsabilità

Agli amministratori ed al personale del comune si applicano le disposizioni vigenti in materia di responsabilità.

Obbligo di astensione

Al sindaco nonché agli assessori e consiglieri è vietato ricoprire incarichi ed assumere consulenze presso enti ed istituzioni dipendenti o comunque sottoposti al controllo ed alla vigilanza del comune.

I componenti la giunta comunale competenti in materia di urbanistica, di edilizia e di lavori pubblici devono astenersi dall'esercitare attività professionale in materia di edilizia privata e pubblica nel territorio da essi amministrato.

I componenti degli organi comunali e dei consigli circoscrizionali sono tenuti ad astenersi dal prendere parte alla discussione nonché alle deliberazioni riguardanti interessi propri nei confronti del comune e degli enti od aziende dipendenti o sottoposte alla sua amministrazione o vigilanza. Analoga astensione deve avvenire quando vi sia interesse di parenti od affini fino al quarto grado civile, o del coniuge, o si tratti di conferire impieghi ai medesimi.

L'obbligo di astensione non si applica ai provvedimenti normativi o di carattere generale, quali i piani urbanistici, se non nei casi in cui sussista una correlazione immediata e diretta fra il contenuto della deliberazione e specifici interessi dell'amministratore o di parenti o affini fino al quarto grado.

Il divieto di cui al precedente comma comporta l'obbligo di allontanarsi dalla sala delle adunanze durante la trattazione di detti interessi.

Il presente articolo si applica anche al segretario comunale ed al vice segretario.

Pagina aggiornata il: 25/11/10