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DIRITTI AL FUTURO: IL PROGETTO

L'area di interesse condivisa con alcuni attori sociali e culturali della città è quella della creazione di presupposti per favorire l’accesso al lavoro ed in particolare all’“impresa sociale” scelta per i seguenti motivi: forte impulso che la città sta dando a progetti sociali e culturali, che tra qualche anno richiederanno la presenza di operatori nuovi e specificamente preparati; volontà di favorire forme di associazionismo nel campo lavorativo, che diano l’opportunità di far maturare le potenzialità che si riscontrano nel mondo giovanile ma che, a volte, di fronte alle difficoltà di un mondo del lavoro “complesso”, non possono trovare piena realizzazione in modo individuale; volontà di favorire la formazione di reti di solidarietà nel campo lavorativo, aperte anche a persone socialmente ed economicamente svantaggiate; concreta possibilità di inclusione di personale femminile nella vita attiva in modo qualificato.

L'obiettivo di facilitare l’accesso ad una buona occupazione, per un inserimento effettivo nel mondo del lavoro si è articolato in tre step:

1. creare una cultura per l'impresa sociale;
2. creare infrastrutture per l'impresa sociale;
3. favorire la creazione di una o più imprese sociali nella città di Udine.

STRATEGIE

Le diverse fasi del progetto si svilupperanno secondo le seguenti strategie:

a) lavoro di rete con enti quali la Provincia, la Regione, l’Università degli Studi di Udine, cooperative, enti di formazione e consulenza imprenditoriale operanti stabilmente nel campo del sostegno alla creazione di nuova impresa, fondazioni con funzione di co-progettazione, collaborazione e valutazione;
b) processo di pianificazione sociale di tipo sperimentale, con valutazioni in itinere e progressivo adattamento delle metodologie;
c) partecipazione della componente giovanile mediante le diverse forme di aggregazioni formali e non della città (Forum Giovani, Associazioni universitarie, gruppi e singoli anche in forma non aggregata) in diverse fasi del progetto e in particolare nell’analisi dei progetti innovativi da proporre per la città e nella valutazione
d) trasferibilità del modello.

FASI

1) costituzione di un gruppo di lavoro comprendente attori istituzionali e non, che possa definire le azioni, monitorare il progetto, garantirne l’efficacia nel confronto tra le esigenze e il panorama delle opportunità locali in materia di accesso all’imprenditoria;
2) attività di socializzazione e diffusione dell'opportunità per sensibilizzare sul rapporto tra le competenze sociali e quelle manageriali;
3) realizzazione di alcuni focus group con le realtà giovanili e con adulti competenti che abbiano conoscenza dei vari settori (economico, sociale, culturale, ecc.) che contraddistinguono il territorio udinese, al fine di individuare, mediante un processo di discussione e partecipazione, delle ipotesi progettuali innovative, presupposto per la nascita e l’avvio, sullo stesso territorio, di una impresa giovanile di utilità sociale;
4) formazione degli operatori Informagiovani e avvio di uno sportello per favorire un approccio competente ed efficace al mondo del lavoro rispetto alle personali aspettative e abilità;
5) attività di informazione, promozione e orientamento sul fare impresa sociale, avvalendosi delle competenze di enti che già si occupano di progetti legati all'imprenditoria giovanile;
6) elaborazione di un bando per un progetto innovativo in città;
7) azione di tutoraggio per l'avvio di almeno 1 impresa/cooperativa sociale;
8) promozione di borse lavoro per giovanissimi, quale esperienze di formazione/lavoro.


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