
Presentazione
Jack Beal: i motivi dell'ispirazione
Il trionfo metropolitano degli dei continua... alla GAMUD
Le foto del mosaico
ANTEPRIMA: bozzetti del mosaico per la stazione del Museum of Modern Art di New York (MOMA)
Il laboratorio di mosaico di Giovanni Travisanutto
IL TRIONFO METROPOLITANO DEGLI DEI CONTINUA... ALLA GAMUD!
Molti di voi ricorderanno certo la mostra dal titolo
Mosaico a New York City presso la Galleria d'Arte Moderna, allestita fra il dicembre 1999 e il gennaio 2000:
in quell'occasione veniva esposto l’imponente mosaico Il Ritorno della Primavera
del pittore neworkese Jack Beal, realizzato dal laboratorio spilimberghese
Giovanni Travisanutto. L'opera rileggeva una straordinaria allegoria mitologica
in chiave moderna, il ratto di Persefone figlia di Zeus e Demetra, da parte
della divinità infera Ade, trasposta nella realtà contemporanea americana e
ambientata durante la costruzione della metropolitana di Times Square, luogo nel
quale il mosaico è stato effettivamente inserito nel 2001: i variopinti
personaggi ritratti si ispiravano direttamente ai volti di amici dell'artista,
che si è formato a stretto contatto con la celebre Scuola di New York e che ha
fatto del "realismo sociale" il suo cavallo di battaglia.
L’Artista Jack Beal
( Richmond, Virginia 1931) si è formato al College William and Mary di Norfolk, frequentando contemporaneamente
l’Università e l’Art Institute di Chicago. Al tempo Chicago era un importante
centro sperimentale d’avanguardia e Beal potè studiare direttamente opere di
Matisse e Cézanne conservate nel Museo annesso alla scuola d’arte. Negli anni
Cinquanta New York stava assurgendo a capitale mondiale dell’arte grazie alla
grande vitalità artistica e all’acume della committenza e soprattutto al
successo dell’espressionismo astratto che aveva in Pollock e De Kooning i
principali artefici, e che fu la prima corrente artistica americana autoctona e
autonoma rispetto alla grande tradizione dell’avanguardia europea che da
Kandinsky arrivava a Picasso e ai surrealisti .Trasferitosi a New York nel 1956
con al moglie Sondra Freckelton, anch’essa artista ed insostituibile modella di
tanti ritratti, Beal, dopo un iniziale adesione all’espressionismo astratto nei
primi anni Sessanta si orienta verso una pittura di forte adesione alla realtà,
che si è rivelata essere l’orientamento dominante dell’arte della fine del
secondo Millennio. Sono di questo periodo paesaggi ed interni dipinti dal vero e
caratterizzati da una forte carica cromatica e gestuale. Tale produzione venne
esposta nel 1963 alla Galleria di Allan Frumkin a Chicago, il quale nel 1965
nella propria sede di New York, presentò due personali dell’artista
caratterizzate da una pittura di maggior resa descrittiva, con nature morte
composte da oggetti d’uso quotidiano dai vividi colori, ambientate in uno spazio
carico di tensioni dinamiche e animato da un sapiente uso dell’illuminazione.
L’opera successiva vede una maggior complessità spaziale, segno di una matura
padronanza della tecnica e di riflessione formale, accompagnata da un crescente
impegno narrativo. Intorno agli anni Settanta figurazione e astrazione si
bilanciano e aumenta l’analisi del dettaglio : nel 1974 dipinse un murale per il
Dipartimento del Lavoro di Washington D.C. a celebrazione della storia del
lavoro negli USA, ispirandosi agli affreschi di Piero della Francesca, visti ad
Arezzo. Nel biennio 1977/78 l’artista ha elaborato la serie Vizi e Virtù a
sottolineare la funzione educatrice dell’arte, impegnandosi dalla fine degli
anni Ottanta in nuovi cicli pittorici come le Allegorie dei sensi.Opere di Beal
figurano nelle principali collezioni e gallerie americane, dal MOMA di New York
alla National Gallery di Washington.
The Onset
of Winter
Tale è stato l'apprezzamento suscitato dal mosaico
L’arrivo della Primavera installato a Times Square proprio il 14 settembre 2001,
a pochi giorni dalla terribile strage alle Torri Gemelle, che la MTA, la società
che gestisce la metropolitana di New York ha voluto commissionare a Jack Beal un
secondo lavoro, ideale continuazione dell'opera prima. L'arrivo dell'inverno
(The Onset of Winter) è gia stato tradotto in tessere musive dalla solerte
abilità dei maestri mosaicisti del laboratorio di Travisanutto, sito a
Spilimbergo, celebre cittadina friulana ormai divenuta la capitale del mosaico
artistico più pregiato. L'opera, che misura sei metri per due, è omaggio diretto
alla migliore tradizione artistica e culturale europea: non a caso Beal ha
scelto proprio Spilimbergo per tradurre il suo dipinto in mosaico. La scena è
stata impostata come un set cinematografico con un regista, dalle fattezze di
Stephen Doherty, editore della rivista American Artist, che sta filmando la
corsa concitata verso la metropolitana di una ragazza, Ann Wilfer, l’architetto
di giardini considerata dai Beal come una figlia, che come nel mosaico
precedente personifica Persefone. Questo personaggio nel mito greco mangiò per
sbaglio un chicco del frutto proibito, il melograno, dipinto a terra sulla
destra del mosaico, fatto che la legò per sempre al mondo sotterraneo di Ade,
dio degli Inferi. Nel mito si narra che Demetra, madre di Persefone e dea della
vegetazione, poiché stava trascurando il proprio compito, riuscì ad ottenere
dagli Dei di riportare sulla terra la figlia almeno per otto mesi all’anno,
periodo che coincise con le stagioni della primavera, estate e autunno, mentre
nei mesi di “internamento” arrivò l’inverno. Alla sinistra del set
cinematografico ben 19 personaggi di ogni età e razza stanno guardano
incuriosite la scena: sono tutti cari amici dei coniugi Beal.
Jack, da
artista sognatore, si è autoritratto nel terzo uomo a sinistra del regista con
lo sguardo rivolto ai fiocchi di neve, mentre la moglie Sondra, sua fedele
compagna da 47 anni, è ritratta nella signora elegante con la collana accanto a
lui. All’ingresso della metropolitana, dove Persefone sta scendendo le scale a
simboleggiare la sua discesa verso gli Inferi della Subway, mentre l’arrivo
dell’inverno è annunciato dai bianchi fiocchi di neve, si vede un manifesto che
riproduce la locandina del celebre film muto tedesco Il gabinetto del dottor
Calligari di Robert Wiene, opera cinematografica espressionista per eccellenza,
capostipite del fantastico cinematografico. Dall’altro lato vi è un cartellone
ispirato alla Divina Commedia di Dante Alighieri, altro omaggio alla grande
letteratura italiana. Al centro della scena, in primo piano, con lo sguardo
attento, sta Scooter, l’adorato cane di Jack e Sondra. Sopra il set
cinematografico campeggia la scritta Liberty che oltre ad indicare il famoso
stile floreale europeo del primo Novecento allude al valore principe che
contraddistinse la nascita e lo sviluppo degli USA ossia la libertà, intesa come
apertura al mondo e alle diverse razze di uomini e nel contempo come
indipendenza da ogni forma di schiavitù e di paura, soprattutto dopo l’11
settembre. Nell’estremo lato a destra si nota il grattacielo dell’Empire State
Building, assurto a nuovo emblema della città di New York dopo l’abbattimento
delle Torri Gemelle: si tratta di un valido esempio di come l'arte americana
impegnata nel presente sia capace di fondere affetti e vita privata riconoscendo
le proprie radici e identità nel patrimonio artistico e culturale europeo di
matrice greca-romana e giudaico-cristiana. Per ricordare la strage delle Twin
Towers l’inaugurazione della mostra è stata prevista per l’11 settembre alla
presenza dell’artista stesso.
Tecnica musiva.
Il
mosaico, un pannello di sei metri per due, è stato realizzato utilizzando i
preziosi smalti veneziani con la tradizionale tecnica a rovescio su carta ed
installato su honeycomb, materiale leggero e indeformabile. Centinaia di colori
sono stati impiegati per rendere gli incarnati e le vesti e gli sfondi a rendere
la maniera realistica voluta dall’artista.
Lara
Orlando