PORDENONE
INCONTRI E CONFRONTI CON L'ARTE ITALIANA
Villa Galvani, Museo Civico d’Arte, Palazzo Ricchieri
Inaugurazione 25 novembre ore 12.00
La sezione rivolta agli “Incontri e Confronti” con l’arte in Italia affronta relazioni certo in genere più note e meno problematiche di quelle con l’arte in America e richiede di conseguenza osservazioni meno particolari e diffuse. Distribuita nelle due sedi del Museo Civico e della Galleria di Arte Moderna di Villa Galvani a Pordenone, peraltro è anch’essa ispirata al medesimo, rigoroso criterio di offrire al visitatore solo opere di artisti che realmente intrattennero con Afro rapporti documentati. In questo caso filtrati, data l’ovvia grande quantità dei pittori e degli scultori incontrati dall’artista nella sua vita – prima nella nativa Udine, oltre che a Venezia e Firenze dove studia e a Milano dove espone nel 1933 nella Galleria del Milione; quindi a Roma dal 1934 e in molte altre città, frequentate per lavoro o per altre ragioni – che non poteva non imporre una selezione.
In particolare, degli anni della formazione e primissima attività, ripetutamente e approfonditamente indagati in varie occasioni espositive friulane, anche recenti, si è esclusivamente puntato sulla vicinanza operativa di Afro con i fratelli Dino e Mirko. Mentre per i più maturi anni trenta, a Roma, la scelta è caduta su Corrado Cagli, allora assiduo compagno di strada, Mario Mafai e Alberto Ziveri, oltre che su Renato Guttuso, con cui Afro intratterrà un dialogo dialettico e presto conflittuale, ma intenso.
Del tempo dall’immediato secondo dopoguerra agli anni cinquanta-settanta sono stati primariamente evidenziati nelle due sedi gli artisti che con Afro diedero vita tra il 1952 e il 1954 al Gruppo degli Otto, fiancheggiato dallo storico e critico Lionello Venturi e all’insegna del suo “astratto concreto”: ossia Renato Birolli, che ad Afro si legherà strettamente, Antonio Corpora, Mattia Moreni, Ennio Morlotti, Giuseppe Santomaso, Giulio Turcato ed Emilio Vedova. Con essi sono presentati i protagonisti del coevo Gruppo Origine, Giuseppe Capogrossi, Ettore Colla e Alberto Burri, al quale Afro fu molto vicino, come Toti Scialoja, ricordato nell’esposizione anche attraverso opere di autori americani già di sua proprietà.
Con Burri, e con Vedova, ha in mostra speciale evidenza per il suo peso Lucio Fontana. E insieme a loro vengono documentati, accanto al medesimo Afro, esponenti di linguaggi, e anche gruppi e correnti, diversi, e talora opposti, con i quali il pittore udinese ebbe rapporti non necessariamente allineati nelle convinzioni, nella poetica e nelle scelte espressive, e talora solo, o prevalentemente, amicali: gli scultori Nino Franchina, Marino Marini e Alberto Viani, gli astrattisti Pietro Consagra, Piero Dorazio e Achille Perilli, e ancora Franco Gentilini, Leoncillo, Armando Pizzinato, Enrico Prampolini, Mimmo Rotella, Salvatore Scarpitta e il più giovane Gastone Novelli.
La mostra è completata e arricchita da foto e filmati d’epoca inediti, da disegni e da corrispondenza privata testimonianti, insieme alle opere, gli “incontri e i confronti” di Afro che sono oggetto della mostra.
Anche questa sezione “italiana” è accompagnata da testi critici e da documenti d’epoca nel succitato catalogo, edito da Mazzotta di Milano, che comprende le riproduzioni di tutte le opere esposte.