
Frequenta dal '33 al '34 la scuola di disegno all'aperto sotto la
guida di Carlo Someda, dal '35 al '36 segue la scuola privata di pittura e
scultura condotta da Ugo Rossi, Cominotto e Marson al collegio Bertoni di Udine
e nel 1941 si diploma geometra. Esordisce nel 1943 con una pittura di ascendenza
espressionista esponendo a Udine con Marcello D'Olivo e Gino Valle. Subisce la
prigionia in Germania, durata fino alla liberazione del '45. Con la
partecipazione alle mostre friulane del dopoguerra, emerge la tensione
all'astrattismo. Nel '47 alla Mostra Triveneta del ritratto a Udine presenta un
"Autoritratto", in cui Pasolini rileva un carattere lievemente guttusiano. Alla
Mostra d'Arte Sacra svoltasi nello stesso anno a Udine, Toso espone una "Pietà"
dai toni cupi e d'impatto espressionista, accanto a un"Ultima cena", opere che
testimoniano una raggiunta maturità.
Nel '48 avviene il grande salto
stilistico e contenutistico con la partecipazione, assieme a Mario Mattioni,
Aldo Bulfoni, Toni Menossi e Giulio Piccini, alla Mostra degli Astratti Friulani
nelle sale del Circolo Artistico Friulano di Udine. L'esposizione diventa fonte
di polemiche e viene duramente criticata da Manzano, il quale accusa di mancanza
di originalità e di superficialità gli artisti partecipanti per aver attinto
alla rinfusa, senza alcuna elaborazione, dai fauves, dal cubismo, dal futurismo
e surrealismo. Infatti proprio il periodo dal '48 al '59 risulta caratterizzato,
da un lato, dalla forte influenza della pittura di Cézanne, ravvisabile
soprattutto nelle nature morte, e si situa in un momento di passaggio per Toso
dal naturalismo all'astrazione definitiva di matrice informale. Inoltre, dai
paesaggi in dissoluzione di questa fase, emerge nella pennellata libera e
istintiva la forza costruttiva e lirica del colore dei fauves, soprattutto negli
esempi di Marquet e Vlaminck. Nel 1958 vince il primo premio per il bozzetto da
realizzare in mosaico alla Camera di Commercio di Udine. La personale tenuta
alla Galleria del Girasole di Udine nel 1962 segna il suo definitivo passaggio
all'informale. Vince nel 1963 il concorso nazionale per la decorazione in
mosaico del Liceo Scientifico "G. Marinelli" di Udine, eseguito dalla Scuola
Mosaicisti di Spilimbergo nel 1964. Negli anni Ottanta Toso recupera i temi del
figurativismo, dopo sperimentazioni di tipo astratto o informale.