
Nel 1893 si trasferisce con la famiglia a Firenze dove compie la sua prima formazione presso i Padri Scolopi. La morte del padre e le ristrettezze economiche in cui versa lo costringono ad abbandonare la scuola e a cercarsi un impiego. Contemporaneamente si iscrive all'Accademia di Belle Arti fiorentina e, in seguito, alla Scuola Libera del Nudo, tenuta dal Fattori; qui ha modo di conoscere artisti come Armando Spadini, Giovanni Costetti e Giuseppe Graziosi. Nel 1900 si reca a Parigi con gli amici Melis, Costetti e Brunelleschi per visitare l'Esposizione Universale decidendo, poi, di stabilirvisi per qualche tempo. L'ambiente figurativo parigino gli è favorevole e lo gratifica della partecipazione, nel 1901, al Salon des Indépendants; nel contempo egli avvia la sua collaborazione con le più prestigiose riviste francesi come La Revue blanche, La plume, L'oeuvre d'art international, per citare solo le più note. Stringe amicizia con Picasso, Jean Moreas e Apollinaire e coltiva i propri interessi per la pittura impressionista. Rientra definitivamente in Italia nel 1907 e fissa la propria residenza a Poggio a Caiano continuando a mantenere rapporti amichevoli con Giovanni Papini e Giuseppe Prezzolini, allora redattori della rivista Leonardo conosciuti durante precedenti soggiorni fiorentini. Dal 1909 avvia la sua collaborazione a La Voce, giornale che accoglie i suoi scritti di critica letteraria e d'arte sull'impressionismo francese, sul cubismo, su Medardo Rosso e sul nascente gruppo futurista milanese che nel 1911 sarà oggetto di una sua celebre stroncatura. Nel 1910 torna a Parigi per rintracciare i dipinti da esporre nella rassegna sull'Impressionismo in preparazione a Firenze ad opera de La Voce. Dopo un nuovo viaggio nella capitale francese compiuto nel 1912, con Papini fonda Lacerba (1913), rivista di carattere marcatamente artistico, che accoglie sulle sue pagine le espressioni grafiche e verbali del futurismo marinettiano, nello stesso anno organizza a Firenze la prima esposizione futurista. Risalgono a questo momento le sue opere di ispirazione futurista come la serie di nature morte note con l'appellativo di "trofeini". Allo scoppio del primo conflitto mondiale si impegna nella propaganda interventista, nel 1915 si arruola volontario e viene inviato in Friuli vivendo in prima persona il dramma bellico, esperienza di cui ha lasciato importanti testimonianze nei suoi scritti (Kobilek, pubblicato a Firenze nel 1918 e La ritirata del Friuli, del 1919). Alla fine della guerra si stabilisce a Poggio a Caiano; da questo momento la sua pittura, abbandonate le tensioni avanguardiste, tende al recupero della tradizione artistica del Medioevo e del Rinascimento e di un tipo di visione naturalistica. Dal 1920 fonda e dirige Rete Mediterranea e collabora a Valori Plastici teorizzando un "ritorno all'ordine" che lo porta, tra il 1926 e il 1929, a partecipare alle mostre milanesi del Novecento Italiano. Nello stesso periodo è presente alle Biennali veneziane. Nel 1931 viene premiato alla Quadriennale romana e nel 1932 ottiene il Premio Mussolini all'Accademia d'Italia. Durante la seconda guerra mondiale viene arrestato nel 1944, internato nel campo di concentramento di Collesciopoli (Terni) e poi accusato di collaborazionismo. La sua attività espositiva a livello nazionale e internazionale prosegue anche dopo le fine del conflitto. Dal 1959 si dedica all'edizione delle sue Opere che lo impegna fino al 1963. Nel contempo si cimenta nella litografia, pur continuando a dipingere fino alla morte.
Nota bibliografica
Ardengo Soffici, catalogo della mostra a cura di L.Cavallo, Milano, Mazzotta, 1992 (con bibliografia precedente).