
Compie la propria formazione all'Accademia di Belle Arti di Venezia dal 1910 al 1915, allievo di Guglielmo Ciardi prima e quindi di Ettore Tito. Partecipa alle esposizioni di Cà Pesaro tra il 1922 e il 1925, condividendo la concezione paesaggistica luminosa e atmosferica della "scuola di Burano". La lezione di Ciardi che sottende la prima produzione dell'artista si arricchisce ben presto delle suggestioni dell'impressionismo e della libertà espressiva introdotta, in ambito veneziano, da Gino Rossi, Pio Semeghini e Umberto Moggioli contro il ritorno all'ordine di marca novecentista, imperante in quegli anni nel clima figurativo nazionale. E' attratto dal primo Cézanne che studia alla Biennale del 1920. Si dedica per un breve periodo all'illustrazione di cartoline artistiche e nel 1928 decide di trasferirsi a Milano dove allestisce una sua rassegna personale alla Galleria Micheli, entrando in contatto con gli artisti del Novecento Italiano. Rinnova la sua pittura nel segno di una maggiore sintesi di visione e di una accentuazione dei valori formali e volumetrici della composizione. Nel 1931 si reca a Parigi su invito della Società "Dante Alighieri" presso la cui sede propone al pubblico una serie di paesaggi italiani. Nel 1933 organizza una personale alla Galleria "Charpentier" a Parigi e la sua presenza si registra costantemente, nello stesso periodo, alle esposizioni della Permanente a Milano. Negli anni Cinquanta e Sessanta dipinge paesaggi di impostazione quasi metafisica, dove si accentua la volontà di sintesi formale. Risalgono a questi anni opere come Solitudine a Burano, Nel cortile delle suore, Case a Burano, La casa bianca, dove gli echi della "Scuola di Burano" vengono rielaborati e riproposti in un linguaggio espressivo incapace ormai di rinnovarsi. Nella sua produzione più recente intorno all'ottavo e nono decennio, i contorni dei paesaggi si fanno meno nitidi e precisi, grazie anche all'uso di una tavolozza ridotta ai toni essenziali e all'adozione di una pennellata povera di materia cromatica.
Nota bibliografica
Eugenio Polesello a Palazzo Candiani, catalogo della mostra a cura di L. Padovese, Pordenone 1975; Eugenio Polesello, catalogo della mostra a cura di G. Ganzer, R. De Grada, M. Fagiolo Dell'Arco, Allemandi, Torino 1991 (con bibliografia precedente).