
Nei primi anni del Novecento si trasferisce a Gorizia con la famiglia e lì compie i suoi primi studi. Nel 1915, partecipando ad una manifestazione interventista, è arrestato e internato a Mittergraben e l'anno dopo viene arruolato come elemento politicamente sospetto. Al termine del conflitto rientra a Gorizia e inizia la carriera giornalistica dapprima come corrispondente da Fiume per ricoprire, in seguito, il posto di redattore della testata locale La Voce dell'Isonzo e più tardi quello di direttore de La Voce di Gorizia (1923-27), El Refolo Gorizian (1922), Squille Isontine (1926), L'Eco dell'Isonzo (1930-34). Nel 1919 aderisce ufficialmente al partito futurista e, nell'ottobre dello stesso anno, fonda con Mirko Vucetich il Movimento Futurista Giuliano. La sua instancabile attività di pubblicista lo porta, nel 1923, a dare avvio alla rivista mensile L'Aurora che esce fino al 1924 e che costituisce l'organo d'informazione del Movimento stesso. In quell'anno dà alle stampe la sua prima raccolta di poesie Carnevale e fonda la Compagnia del Teatro Semifuturista che compie il suo debutto alla presenza di Marinetti. Nel 1924 collabora con Antonio Morassi all'organizzazione della Prima Esposizione Goriziana di Belle Arti riservando ampio spazio ai suoi amici artisti avanguardisti. All'attività letteraria e pubblicistica, Pocarini affianca anche quella di pittore; in queste vesti partecipa a numerose mostre a livello nazionale: nel 1926 è presente alla Triveneta di Padova con il dipinto L'armonia dell'imbrunire (1925, Gorizia Musei Provinciali) in cui dichiara la sua adesione ai canoni compositivi futuristi con una raffigurazione di estrema sintesi formale. Al 1925 risale, inoltre, la pubblicazione del volume Lollina, mentre prosegue la sua collaborazione alle riviste futuriste Energie Futuriste di Trieste, Originalità di Reggio Calabria, La Nuova Venezia di Venezia, Pàsmo di Praga e Zenit di Zagabria. Tra la fine degli anni Venti e l'inizio dei Trenta, Pocarini continua la sua attività di organizzatore di mostre a livello locale: in qualità di segretario fiduciario della sezione regionale del Sindacato Nazionale di Belle Arti, allestisce le esposizioni sindacali provinciali e interprovinciali tenutesi a Gorizia dal 1929 al 1933. Nel frattempo presenta le proprie opere in numerose rassegne nazionali: nel 1928 è alla Mostra d'Arte Futurista, Novecentista, Strapaesana a Mantova, nel 1930 alla Biennale di Venezia, nel 1931 alla Mostra Futurista di Aeropittura e di Scenografia tenutasi alla Galleria Pesaro a Milano e alla Mostra di Pittura e Aeropittura Futurista di Trieste, nel 1932 alla Prima Triveneta d'Arte Futurista di Padova.
Nota bibliografica
Frontiere d'Avanguardia. Gli anni del Futurismo nella Venezia Giulia, catalogo della mostra a cura di M. Masau Dan, B. Passamani e U. Carpi, Provincia di Gorizia, Gorizia 1985 (con bibliografia precedente); Il Novecento a Gorizia. Ricerca di una identità. Arti figurative, catalogo della mostra di Gorizia a cura di A. Delneri, Marsilio, Venezia 2000 (con bibliografia precedente).