
Artista d'istinto, negli anni giovanili si accosta al nuovo linguaggio Liberty attraverso gli stilemi della Secessione viennese realizzando alcune opere di architettura di notevole importanza come l'edificio di viale Ledra già della Canciani e Cremese; la Casa Guatti in piazzetta Gorgo; la casa - studio di via Lumignacco; la casa - studio per l'artista in viale delle Ferriere, nella quale dimorano artisti di rango, fra i quali il pittore Gasparini, la cui facciata in marmo è stata è stata recentemente smontata; casa bottega del sellaio in via Poscolle; scuola professionale di Pagnacco; chiesa di Brazzacco; casa di campagna a Zampis. Sua vera vocazione è la scultura e giovanissimo, emigrato in America, decora a stucco il Palazzo delle Poste di S. Francisco, riedificato dopo il disastroso terremoto. Ritornato in Italia, progetta e costruisce da sé le prime macchine per la lavorazione del marmo nel nuovo laboratorio di via Mentana, che diventerà ditta "Silvio Piccini e figli". Qualche anno dopo organizza nella casa - laboratorio di via Podgora la fonderia d'arte a cera perduta con i figli Marx e Gino. Esegue numerose opere di scultura tra le quali il "Busto di Pietro Zorutti" per la Società di Abbellimento e Progresso di Gorizia; due statue in pietra a soggetto allegorico collocate nel giardino della Casa Reale Romena a Bucarest; ritratto di L. Rizzani nella Scuola Professionale di Pagnacco; ritratto di G. Garibaldi a S. Vito al Tagliamento; due ritratti di personaggi udinesi nei sottoportici del Palazzo Comunale di Udine; ritratto del poeta Bonini nell'atrio della biblioteca comunale di Udine; ritratto di Pecile di Fagagna e di Schiavi di Tolmezzo. Ricordiamo anche le sculture in legno: la Madonna della chiesa di Zuliano; cancelletto del presbiterio della chiesetta di S. Rocco a Udine; porta della Cappella Mori oggi Chiurlo nel camposanto di S. Vito di Udine e diversi bozzetti. Dopo la guerra 1915 / 1918 modella le decorazioni delle campane del Duomo di Udine. Collabora nello studio di D'Aronco come disegnatore, nel mobilificio Sello, nell'officina Calligaris e nel laboratorio Tremonti. Milita nei ranghi del socialismo turatiano e, prima dell'avvento del fascismo, è consigliere di minoranza nel Comune di Udine. Negli ultimi vent'anni si ritira a Zampis dove si dedica con grande passione all'Istruzione popolare e durante l'ultima occupazione nazista fa parte del C.L.N. assumendo, dopo la liberazione, la carica di vice Sindaco di Pagnacco.