
E' iniziato alla pratica dello scalpello dal padre Silvio, scultore e architetto di tendenza Liberty con bottega a Udine, quindi è allievo di Dal Zotto all'Accademia di Belle Arti di Venezia fino allo scoppio della guerra quando è richiamato alle armi. Si reca a Parigi insieme all'architetto Muzio e vi opera dal '18 fino al '21, per trasferirsi nel '22 a Torino dove lavora presso gli studi di vari scultori tra cui Arturo Dazzi. Nel '23 è a Roma come collaboratore del conterraneo Aurelio Mistruzzi, affermato medaglista pontificio. Apprende le tecniche della fusione a cera persa presso la fonderia d'arte Pasqualis di Pistoia e in seguito fonderà spesso in proprio le sculture allestendo una fornace nello studio udinese. Partecipa nel '28 alla II Biennale Friulana d'Arte di Udine, dove allestisce nel 1929 la prima personale presso il cinema Eden insieme all'amico pittore Fred Pittino, col quale divide lo studio presso la Chiesa di S. Domenico. La mostra suscita un certo scalpore per la novità delle opere esposte rispetto al clima artistico locale. La ricerca condotta lungo gli anni Venti è esemplificata da opere come la Preghiera (1923) per il monumento Rossini al Cimitero di Udine, figura di fanciulla inginocchiata chiusa in un linearismo purista, o il Ritratto di Fred Pittino (1928) di una solida volumetria in linea col novecentismo. La fertile stagione delle opere monumentali è inaugurata dalla statua del Fante (1933) per il Monumento ai caduti di Settimo a Pordenone, cui fa seguito nel '35 il busto del poeta Enrico Fruch al Municipio di Rigolato; nel '37 e nel '43 partecipa alle mostre della Bevilacqua La Masa a Venezia. Nel '40 realizza il bassorilievo ligneo lungo dieci metri con le storie della Madonna per la Basilica di Adria a Rovigo; del '46 è la via Crucis in pietra per la Chiesa di Urbignacco (UD), cui seguono molte altre analoghe commissioni per il Duomo di Cividale del Friuli (1952), per la Cappella del Seminario di Udine (1956), per la Cappella dell'Ospedale Civile di Udine (1961) etc. Lungo gli anni Quaranta alla nitida definizione dei volumi subentra una crescente foga espressionista, neo - barocca, ben rappresentata da bassorilievi quali Le tre Grazie, Le Danaidi, Donne al sole, datati al '49, presenti alla personale allestita insieme a Fred Pittino nello stesso anno all'Opera Bevilacqua La Masa a Venezia. Numerosi, al pari degli interventi per cappelle cimiteriali in particolare a Udine, i monumenti a personaggi pubblici quali l'erma per Giacomo Matteotti a Udine (1950) dove nel '55 realizza a grandezza naturale la statua del poeta Emilio Girardini, l'erma del Carducci ad Arta Terme (1957), il bassorilievo al poeta Ellero a Tricesimo (UD) (1963) e il monumento al poeta Arturo Zardini a Pontebba (1969). Del '59 è invece l'altorilievo in cemento e mosaico per la facciata dell'Istituto A. Zanon di Udine, anno che vede la partecipazione di Piccini alla VII Quadriennale di Roma con un'opera di carattere ecclesiastico, produzione che occupa gran parte della sua attività. L'ultima fase della sua ricerca è contrassegnata da una plastica tormentata, da un dialogo drammaticocon lo spazio, come in opere quali La rosa di S. Rita, o il Reliquiario profanato, entrambi del '66, e anche da una vena astratta come nel Il vortice (1965) scultura in acciaio collocata all'ingresso dell'aeroporto di Ronchi dei Legionari, impostata su una dinamica ascensionale di piani triangolari, realizzata in collaborazione col figlio Giulio, anch'egli scultore, o da ritorni a forme più tradizionali come nel monumento alla Donna Carnica (1971) a Tolmezzo. Piccini, attivo anche come medaglista, ha partecipato a varie mostre collettive quali varie Sindacali del Friuli - Venezia Giulia lungo gli anni Trenta, alle Biennali d'Arte Triveneta e alle Biennali del Bronzetto a Padova, alle Triennali della Medaglia a Udine; ha tenuto mostre personali alla Galleria del Girasole a Udine nel 1966, al Dongione di Porta Udine a Palmanova nel '73, alla Galleria Alla Torre a Spilimbergo nel '75, mentre una retrospettiva si è tenuta a Udine presso il Centro Friulano di Arti Plastiche nel 1981.
Nota bibliografica
A. Manzano, Max Piccini Fred Pittino, catalogo della mostra, Udine, 1949; Carlo Marx Piccini - Max Piccini, catalogo della mostra, Udine 1981 (con bibliografia precedente); L. Damiani, Arte del Novecento in Friuli - II, Il Novecento mito e razionalismo, Udine, 1982, pp. 128 - 136.