
Medico anatomopatologo, si accosta alla sperimentazione artistica alla fine degli anni Settanta. A partire dal 1978 elabora un ricerca sperimentale sui processi di trasformazione della materia e in particolare scegliendo la carta e i suoi derivati come campo d'indagine: attraverso modificazioni chimiche di corrosione, ossidazione, l'aggiunta di pigmenti e solventi, colorando e decolorando, Patrone interviene sulla materia mettendone a nudo la struttura, plasmandola fino a ricavarne un nuovo strumento espressivo, che poi ritaglia, strappa e colloca in complesse interrelazioni entro spazi a parete o su supporti mobili, ricavandone vere e proprie installazioni. Espone per la prima volta alla Galleria Plurima di Udine nel 1978 e nel 1979 pubblica un libro d'artista "Ciò che è incolore diventa colore". Nel 1980 realizza un'altra personale alla Purima, presentata da Enrico Crispolti, dove viene riproposto nel 1985, quindi nel 1986 partecipa alla Biennale di Venezia e alla Quadriennale Nazionale romana.
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Nota bibliografica
R. Pasini, Carlo Patrone. La mappa segreta alla materia, Mazzotta, Milano 1991 (con bibliografia precedente)