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Silvio Olivo (Villaorba di Basiliano, UD 1909 - Udine, 1998)

Proveniente da una famiglia di artigiani del ferro con bottega a Villaorba, apprende gli elementi del disegno nella scuola festiva di Bressa di Campoformido. All'età di sedici anni è a Roma presso lo studio dello scultore compaesano Aurelio Mistruzzi, affermato medaglista pontificio. Quattro anni dopo diviene allievo - accanto ad un altro friulano, Marcello Mascherini - dello scultore triestino Attilio Selva, la cui plastica amante della superficie e del dettaglio influenza la sua prima produzione. Segue i corsi della scuola libera del nudo ottenendo a Napoli la maturità artistica e frequenta il Circolo Artistico di via Margutta. Esordisce alla III Sindacale romana con un Ritratto di signora e nella IV presente una statua di Balilla. Si aggiudica nel 1935 il busto del generale Principe Maurizio Gonzaga al concorso nazionale per opere d'arte sulla Guerra e sulla Vittoria, busto di un arcaismo squadrato concepito per piani larghi, esposto anche alla II Sindacale Friulana e ora al Museo del Risorgimento di Roma. Nello stesso anno espone Donna che cammina (Udine, Galleria d'Arte Moderna) alla II Quadriennale romana, partecipando in seguito anche alla VI e VII edizione. Vince per il triennio 1935 - '38 la Borsa di studio della Fondazione Artistica Marangoni di udine. Nel '36 realizza in bronzo una figura di giovane atleta - poi distrutta - per la facciata dell'ONB di Udine, su progetto dell'architetto Ermes Midena, lavorando accanto ad Afro Basaldella impegnato nella decorazione interna. Nel 1938 si aggiudica le quattro statue di sentinelle nel concorso per la facciata del Tempio Ossario di Udine, concependo figure di una monumentalità possente ed eroica. Nel 1940 vince il I premio al concorso di scultura "Lana" dell'Accademia di S. Luca a Roma. Sempre su scala monumentale realizza in marmo Il rematore per lo stadio della Scuola Antincendi alle Capannelle a Roma. Lungo questi anni Quaranta la sua plastica si scioglie da certi arcaismi tendendo a un maggior dinamismo vitalistico secondo la tendenza della tecnica espressionistica della Scuola Romana, scavando e tormentando la superficie e allungando la figura. Accanto ai ritratti piccole figure di animali, nudi femminili e bassorilievi fortemente chiaroscurali e drammatici. Nel 1946 realizza la statua di Nives de Ponti, la partigiana "Gianna" uccisa dai Cosacchi, per il Cimitero Monumentale di Udine; nello stesso anno è in mostra con Filipponi, Grassi, Modotto, Pittino e Piccini, protagonisti dell'avanguardia friulana, al Circolo Artistico Friulano di Udine. Nel 1947 si trasferisce per quattro anni in Argentina dove vive un periodo di intensa attività. La Galleria Van Riel gli organizza nel 1950 una personale con sculture di piccolo formato. Rientrato in Italia, nel '55 ha una personale alla galleria Il Pincio a Roma, mentre attende per volontà degli italiani residenti in Argentina alla realizzazione del monumento dedicato al "Libertador" Josè de San Martin collocato a Valle Giulia a Roma. Successivamente realizza in bronzo un Cristo maestro di 2 metri d'altezza per il portale del Seminario Arcivescovile di Udine e un Ritratto di Paolo VI per quel Duomo. Nel 1970 vince il concorso nazionale per una scultura monumentale destinata alla Nuova Biblioteca Nazionale Centrale di Roma: l'opera, Struttura alternata (1971) è una delle prime impegnative prove di una nuova fase di ricerca astrattista di lontana ascendenza post - cubista. Compone per elementi bloccati in geometrie lineari opere come il Pannello traforato (1970) per la sede INPS di Arezzo, tendenzialmente frontali e in dialogo con lo spazio. Per l'Istituto Bancario Italiano a Roma realizza Pannelli (1972) e il monumentale Sviluppo di forme (1975) per l'Istituto Tecnico Industriale "A. Malignani" di Udine. Numerose anche le commissioni di opere sacre, sia per chiese romane che per vari edifici ecclesiastici. Titolare di cattedra al Liceo Artistico di Roma dal 1964 al 1976, ha partecipato alla XXIII Biennale veneziana. Trasferitosi a Udine nel 1986, ha tenuto nel 1987 una personale al Centro Friulano d'Arti Plastiche.

Nota bibliografica

Antonio Muñoz, Esculturas Silvio Olivo, Galeria Müller, catalogo della mostra, 1948; Juan Corradini, Silvio Olivo, in "Histonium" n. 128, 1950, s.p.; Valerio Mariani, Olivo, Galleria Il Pincio, catalogo della mostra, Roma, 1955; Ettore Zocaro, San Martin en la Ciudad eterna, in "La Nacion", 27.1.1957; Ennio Francia, Olivo, sculture dal 1933 al 1955, Roma, 1985; Luciano Perissinotto, Contenuto e forma nella poetica di Silvio Olivo, in "Quaderni della Face", luglio - dicembre 1987, pp. 1 - 10. 


 



 


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