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Ernesto Mitri (Udine, 1907 - 1978)

Viene assunto come litografo presso le Arti Grafiche Chiesa di Udine; contemporaneamente frequenta i corsi serali presso la scuola di arti e mestieri "Giovanni da Udine". Grazie a delle borse di studio, tra il 1926 e il 1932 è a Venezia, dove prima si diploma in decorazione del libro all'Istituto d'arte e in seguito frequenta i corsi di pittura decorativa e cartellonistica di Ercole Sibellato presso l'Accademia. Entra in contatto con Carlo della Zorza, esponente della scuola di Palazzo Carminati, e dipinge alcune vedute veneziane caratterizzate da una pittura chiara e "di tocco impressionistico". Nel 1928 e nel 1930 è presente alle mostre della Fondazione Bevilacqua La Masa, mentre nel '31 espone le Amiche, un'opera ispirata alla pittura di Felice Carena, alla mostra regionale del sindacato fascista degli artisti di Udine. Tornato definitivamente nel capoluogo friulano, tra il 1933 ed il 1937 è docente di storia dell'arte, disegno e plastica presso la scuola "Giovanni da Udine". Come altri friulani della sua generazione (Grassi, Modotto, Vettori, Pittino e Furlan), nei primi anni Trenta si accosta al Novecento italiano, dedicandosi con notevole intensità all'attività decorativa. Realizza così, nel 1932, gli specchi per il bar Cotterli di Udine, con motivi stilizzati incisi che si richiamano all'art déco, mentre nel 1933 esegue alcuni pannelli decorativi (poi distrutti) per la casa del balilla di Udine progettata da Ettore Gilberti, ispirandosi alle installazioni sironiane della Mostra della rivoluzione fascista. Sempre nel '33, insieme a Furlan e a Pittino, viene chiamato dagli architetti Midena, Scoccimarro e Zanini a realizzare delle decorazioni per la Casa dell'aviatore alla V Triennale di Milano. E' questa l'occasione per sintonizzarsi sul dibattito sulla pittura murale, "lanciata" da Sironi nell'ambito della stessa esposizione. Nel pannello musivo del 1935 La famiglia preistorica (Udine, collez. privata) e nei graffiti del '36 per la casa del balilla di Codroipo (progettata da Midena), rivisita così le tematiche del muralismo di quegli anni, rielaborandole in chiave arcaico-campigliesca e con riferimenti alla pittura egiziana. Tra il 1930 ed il 1935 collabora alla rivista "La Panàrie". Nella contemporanea produzione da cavalletto, dopo la fase "careniana" delle Amiche, recupera certe volumetrie "monumentali" di Sironi e di Carrà in dipinti come la Composizione agreste del 1933 e l'Adolescente del 1935 (Udine, collezioni private). Dopo la fase novecentista, la produzione di Mitri è segnata da spostamenti di interesse in varie direzioni. Guarda l'espressionismo di Scipione e nel secondo dopoguerra si avvicina al neorealismo, dipingendo nel 1947 le Bagnanti (Udine, Galleria d'arte moderna). Negli anni successivi si dedica di nuovo all'attività decorativa realizzando grandi opere su commissione: tra queste, i mosaici per la Camera di commercio e per la scuola elementare "Pascoli" di Udine del 1958-'59, dove la composizione delle forme e delle figure riecheggia le scomposizioni del postcubismo, e inoltre le decorazioni del 1960 per la birreria Moretti di Udine, con feste paesane e banchetti che ricordano Goya e Pieter Bruegel il Vecchio; l'artista arriverà poi, nei primi anni Settanta, a sperimentare anche l'astrattismo.

Nota bibliografica

Ernesto Mitri pittore, catalogo della mostra, a cura di L. Damiani, Udine 1991 (con bibliogr. prec.); A. Curtarolo, Friuli 1933-1936. Pittura murale e scultura monumentale, "Storia Contemporanea in Friuli", 24, Udine 1994, pp. 58-63; Ernesto Mitri. Graffiti e decorazioni, guida alla mostra, a cura di G. Bucco, Passariano UD, 2000.


 



 


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