
Quale saggio del primo anno della Borsa di Studio Marangoni, Micconi invia a Udine la copia in scala ridotta del bassorilievo col San Giovannino conservato al Museo Nazionale del Bargello a Firenze, opera di Mino da Fiesole. L'amore per il Quattrocento toscano, oltre che per l'arte classica, caratterizza l'orientamento novecentista del gusto della sua scultura, matrice di una vena arcaizzante che contraddistingue l'opera seguente, nel progressivo allungamento delle guizzanti figurine. Dopo un'iniziale attività come dcoratore (stucchi per il Municipio di Udine), nel 1933 realizza il gruppo monumentale "La guardia armata" (già nella casa del Littorio) e nello stesso anno si aggiudica la Borsa di Studio Marangoni che gli permette un soggiorno triennale di studio a Roma, dove collabora con Aurelio Mistruzzi. A Udine ha lasciato opere cimiteriali (Cippo a Celso Gilberti, sculture per la tomba di famiglia e per la tomba Coceani) ed ecclesiastiche presso la Chiesa di San Pietro Martire e del Villaggio del Sole, a Varmo il monumento a Ippolito Nievo (1961).