
Nipote del paesaggista Giovanni Battista Bernardelli, viene da questi incoraggiato a studiare pittura e, ultimati gli studi liceali a Udine, è allievo di Marino Pompeo Molmenti all'Accademia di Belle Arti di Venezia per poi diplomarsi all'Accademia di Brera a Milano. Nel 1877 firma un dipinto intitolato "Cansiglio" (Venezia, Civici Musei) insieme a P. G. Molmenti, nipote del suo maestro d'accademia, e Luigi Nono al quale è legato da fraterna amicizia e dalla consuetudine di dipingere insieme all'aperto sulle sponde del Livenza e nelle campagne attorno a Polcenigo. Rientrato a Caneva verso il 1884, alterna al paesaggio il ritratto, prediligendo, sulla scorta di una pittura di macchia di tradizione veneziana, gli effetti atmosferici e i soggetti pastorali. All'Esposizione Provinciale di Udine del 1883 espone "Campagna romana, "Interno di S. Marco" e "Calma, laguna". Nel 1887 è presente con una "Primavera" all'Esposizione Nazionale di Venezia e alla Biennale nel 1897 con "Campagna di marzo". Nel 1903 partecipa all'Esposizione Regionale di Udine e nel 1908 alla mostra dell'Opera Bevilacqua La Masa di Venezia; è inoltre socio della Permanente di Milano. Profugo, si trasferisce a Reggio Emilia dove nel 1918 tiene una personale quindi soggiorna a S. Margherita Ligure dove dipinge alcune marine ristabilendosi, alla fine del conflitto, a Caneva. Sue opere si trovano a Venezia presso il Civico Museo Correr e alla Galleria Internazionale d'Arte Moderna di Cà Pesaro.
Nota bibliografica
I. Nono, Necrologio per Domenico Mazzoni, Bologna 1923; Comanducci,
Dizionario illustrato dei pittori e incisori italiani moderni, Vol. III, Milano
1962, p. 1148; Dizionario enciclopedico Bolaffi dei pittori e degli incisori
italiani, Vol. VII, Milano 1975, p. 318; Una città e il suo museo: un
secolo
e mezzo di collezioni civiche veneziane, Venezia
1988, pp. 266 - 267.