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Bianca Marchetti (Udine 1905 - 1932)

Dopo gli studi magistrali al Collegio Uccellis di Udine si diploma nel 1929 all'Accademia di Belle Arti di Venezia, allieva del professor Paggiaro. Nel frattempo allestisce il suo studio in via Marinoni a Udine e si fa conoscere dal pubblico locale con la partecipazione alla I Biennale Friulana d'Arte, nel 1926, dove espone il disegno intitolato Ritratto di mio padre. A Udine è anche in contatto con l'architetto Cesare Miani. Nel 1930 è presente alla Sindacale Regionale di Trieste con i dipinti Viandanti e Quaresimale, ottenendo recensioni sul "Piccolo" (Silvio Benco) e sull'"Illustrazione Veneta". La promettente carriera della pittrice udinese si interrompe però prematuramente. Dopo una lunga malattia, Bianca Marchetti muore nel novembre 1932. Tra le sue ultime opere vanno ricordati i dipinti Parole sulla rena, Ritratto di cieco, Armonia ambulante e il disegno della Modella (Udine, coll. privata). Due anni dopo la sua morte, la II Sindacale Provinciale di Udine le dedica una saletta retrospettiva, dove vengono esposti la Consolazione, il Ritratto di mia madre, l"Ultimo sole" e Crepuscolare, oltre al "Ritratto di mio padre" e ai "Viandanti" del '26 e del '30 (Udine, coll. privata). La produzione artistica della Marchetti è documentata da una serie di disegni e da alcune tele. La sua ricerca pittorica si spinge nella direzione del "primitivismo" dei simbolisti francesi e dei "fauves" , scoperti durante i soggiorni veneziani attraverso probabili visite alle Biennali Internazionali e contatti con gli artisti che dal 1908 esponevano a Ca' Pesaro. Di qui la bidimensionalità degli spazi e il trattamento sintetico delle figure, chiuse nei contorni del "cloisonnisme" francese, mentre le deformazioni dei volti risentono dell'influsso dell'espressionismo tedesco. L'audacia di queste soluzioni è tuttavia frenata da un certo plasticismo monumentale di origine novecentista, che tende a bloccare le figure umane, mentre il temperamento malinconico di questa artista - provata anche per la tragica morte del fratello caduto durante la prima guerra mondiale - emerge sia nella scelta di temi drammatici (di origine religioso-simbolista), sia nell'uso di colori non vivaci e talora cupi.

Nota bibliografica

In assenza di uno studio sull'opera di Bianca Marchetti, si segnalano alcune pubblicazioni dei primi anni Trenta: G. Provini, Nell'anniversario della scomparsa di Bianca Marchetti, in "La Panàrie", Udine 1933, n. 60, pp. 412-413; II Mostra d'Arte della Sezione di Udine del Sindacato Fascista Belle Arti delle Venezia Giulia, catalogo della mostra, Udine 1934, pp. 14-15; A. Manzano, Note intorno a una mostra d'arte [II Sindacale di Udine], "La Panàrie", Udine 1935, 67, p. 37.


 



 


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