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Ado Furlan (Pordenone, 1905 - 1971)

Apprendista presso il laboratorio di marmi paterno, nel 1930 si diploma all'Accademia di Belle Arti di Venezia. Nel '39 vince a Udine la Borsa di studio Marangoni e si trasferisce nella capitale dove entra in contatto con Pericle Fazzini e con gli artisti della Scuola Romana. Elabora in questi anni una plastica espressionisticamente scavata e sensibile alla luce prediligendo le teste e i soggetti fortemente caratterizzati come evidente già nello studio dal vero qui esposto, la "Testa barbuta" e nell'intenta ed espressiva copia dall"Elio Cesare" tratta dal Museo Romano dei Calchi Antichi. Tra le opere monumentali ricordiamo le quattro figure simboliche per la Casa del Balilla a Pordenone (1936), un cinghiale azzannato dai lupi per una fontana al Foro Italico, e vari interventi a Littoria e a Traù in Dalmazia. Oltre alle teste di espressione altre tematiche predilette sono le figurazioni mitologiche, le maschere e il nudo femminile.

Nota bibliografica

Sculture dall'ombra. Restauri e rivisitazioni fra Ottocento e primo Novecento dalle collezioni dei Civici Musei, cat. d. mostra a cura di G. Bergamini, T. Ribezzi e I. Reale, Grafiche Fulvio s.r.l., Udine 1994, p. 18.


 


 


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