
Compie l'apprendistato a Milano presso lo studio di Adolfo Wildt la cui forte impronta stilistica influenza gran parte della sua attività plastica. Esordisce alle esposizioni sindacali udinesi dove nel '36, alla III Sindacale della Provincia, vince il I premio con un Busto di donna in terracotta, caratterizzato da una sequenza di curve compositive di ascendenza secessionista, con recuperi neo - quattrocentisti e una predilezione per il Pollaiolo. Nello stesso anno partecipa alla Triennale di Napoli e l'anno seguente all'esposizione dell'Opera Bevilacqua La Masa di Venezia. Del '36 è anche la sua opera più impegnativa: il ciclo decorativo composto da undici altorilievi in gesso aventi come soggetto il mito di Orfeo ed Euridice per il Cinema Odeon di Udine, progettato da Ettore Gilberti. I gruppi, ambientati in un contesto ornamentale fitomorfo e accampati bianco su bianco sulle pareti lisce dell'atrio, nell'allungamento delle figure, nella ritmica curvilinea che le anima, tendono a un effetto astrattizzante più disegnativo che plastico e risentono ancora per certo frontalismo e per il predominante gusto decorativo dell'arcaismo secessionista di Wildt. Nel 1938 espone alla Biennale di Venezia Signora con cane dove una maggiore compostezza e ricerca volumetrica indicano un accostamento ai valori plastici di Novecento; partecipa nel 1939 alla III Quadriennale di Roma e di nuovo nel '42 alla Biennale di Venezia. La particolare predilezione per la terracotta lo porta a collaborare con le fornaci De Mezzo a Majano e Cattarossi a Qualso, disegnando oggetti, statuine, formelle, recuperando stilemi neo - rinascimentali e in particolare applicandoli alla produzione sacra e disseminando Madonne in cotto in varie ancone mariane e chiese friulane. Una mostra personale sulla sua opera si è tenuta nel 1949 al Circolo Artistico Friulano di Udine e una antologica postuma nel 1963 a Majano del Friuli.
Nota bibliografica
Antonio Franzolini, in "Strenna Majanese", 1966, pp. 55 - 66; R. Baldissera, Antonio Franzolini: considerazioni su uno scultore del Novecento in Friuli, in "La Panarie" 43, 1979, pp. 45-54; L. Damiani, Arte del Novecento in Friuli - 2. Il Novecento - mito e razionalismo, Udine, 1982, pp. 174 - 177.