
Esordisce giovanissimo lungo gli anni Venti con una pittura di paesaggio di ascendenza impressionista partecipando a varie mostre collettive tra Udine e Pordenone, alle varie edizione della mostra d'arte del Friuli Occidentale e nel 1924 all'esposizione goriziana di belle arti. Trasferitosi con la famiglia a Udine, nel 1926 incontra Michele Leskovic che lo avvicina al Futurismo e inizia a dipingere su modelli boccioniani accentuando in seguito una ricerca improntata sul cromatismo e su sintesi plastiche di accentuato dinamismo. Con composizioni dal titolo Il Corso, I rumori del Corso, Il poeta Escodamè-ritratto psicologico, Ceffè di provincia, Urlo di sirena, espone a Milano alla Galleria Pesaro alla Mostra futurista e nel 1928 è invitato con tre opere alla sala Futurista della XVI Biennale veneziana. Tra il 1929 e il 1931 è presente in varie esposizioni presso il Circolo Artistico di Roma e ancora alla galleria Pesaro dove nel 1931 presenta opere dedicate all'aereopittura. Sospende quindi la sua militanza nel Futurismo per dedicarsi nuovamente qualche anno più tardi alla pittura tradizionale di paesaggio, dopo essersi trasferito a Trieste dove svolge attività di avvocato e dirigente industriale. Con questa produzione partecipa a varie collettive a Trieste nella cui sala Comunale d'Arte allestisce una personale nel 1976, riproposta due anni dopo dal centro Friulano d'Arti Plastiche di Udine.
Nota bibliografica
"Mostra personale di Luigi Fattorello", Udine, Galleria del Centro, 1978, cat. d. mostra, n. 138; AAVV "Frontiere d'avanguardia. Gli anni del Futurismo nella Venezia Giulia" Gorizia 1985, p.161-163.