
Di famiglia nobile e benestante, impegnato in varie discipline sportive, si dedica alla pittura da autodidatta prediligendo il paesaggio colto dal vero, coltivando interessi collezionistici. Accanto al suo maestro ideale, Marco Davanzo, iniziatore del genere in Friuli, lavora durante l'estate nelle malghe della Carnia, esplorando i luoghi tipici del paesaggio locale dalle Alpi alla laguna gradese con una tavolozza chiara, impastando i colori direttamente sulla tela. Nelle sue opere il motivo lascia ampio spazio alla resa atmosferica, ai diversi effetti di luce nelle varie stagioni e ore del giorno, sulla scia della tradizione paesaggistica tardo-ottocentesca della scuola veneta. Esordisce alla I Esposizione goriziana di Belle Arti nel 1924, partecipa alla prima e alla seconda Biennale Friulana d'Arte di Udine, nel 1926 e nel 1928; nel 1929 espone alla mostra Sindacale di Trieste realizzando nello stesso anno anche una antologica con ottanta opere alla Galleria Micheli di Milano. Nel 1930 รจ nuovamente a Trieste alla IV Sindacale, dove ritorna nel 1932 e nel 1934, mentre nel 1931 espone alla V mostra Sindacale della Venezia Giulia a Udine ritornandovi nel 1934-35; nel 1932 il Sindacato fascista Belle Arti gli organizza a Udine una mostra personale con quarantaquattro dipinti.
Nota bibliografica
C. Ermacora, Paesaggi friulani di Alessandro del Torso, "La Panarie" 35, Udine 1929, pp. 290-302; L. Damiani, Arte del Novecento in Friuli. Il Liberty e gli anni Venti, Udine 1978, p. 41.