
Lascia il suo paese nel 1923 per trasferirsi a Udine dove, dopo un esordio come pittore decoratore, espone le sue prime opere alle Sindacali Provinciali nel 1936 e nel 1938, nel 1943 partecipa alla Sindacale delle Tre Venezie ai padiglioni della Biennale di Venezia. Nature morte e paesaggi, dalla tavolozza cupa e dal carattere qutidiano e umile, rivelano un approccio al reale venato di espressionismo, che si allinea nelle scelte tematiche - fabbriche, fornaci - ai temi del neo - realismo. Dal 1947 è presente alle principali rassegne udinesi, partecipando attivamente all'attività del Circolo Artistico Friulano e all'Unione Sindacale Artisti friulani. Dall'osservazione delle cave di pietra, nasce l'attenzione per il paesaggio carsico, indagato nelle sue nuove strutture di arbusti e sassi, e negli anni Sessanta, attraverso un più accentuato valore materico negli impasti di ascendenza informale, sottoposto a una più personale sintesi cromatica. Nel 1954 apre a Udine la Galleria del Girasole affiancando alla promozione degli artisti friulani contemporanei l'attenzione per i grandi maestri italiani e stranieri del Novecento, attività continuata dal figlio Giorgio. Nel 1962 presentato da Renato Guttuso, espone questa sua produzione alla Galleria Veneziana di Milano. Compone per cicli ispirandosi alle stagioni, alla poesia e alla narrativa di Slataper; negli ultimi decenni di attività accentua nei grandi formati il carattere decorativo della sua pittura. Nel 1970 il Comune di Treppo Carnico ospita una sua mostra antologica. Nel 1975 l'artista dona al Comune di Treppo Carnico 50 opere di artisti friulani del Novecento, arricchendo in seguito la Pinacoteca che porta il suo nome con altre sue opere.
Nota bibliografica
A. Manzano, Enrico De Cillia. La vita e l'opera, Edizioni Girasole, Udine; Raffaele De Grada, De Cillia, Ed. Del Girasole, Udine, 1980; Mario Coloni, Il "continente" Carso e la pittura di De Cillia, Del Bianco Ed., Udine 1982; Pinacoteca di Treppo Carnico Donazione del pittore Enrico de Cillia, con uno scritto di L. Perissinotto, Comune di Treppo Carnico, 1987.