
Studia tra il 1888 e il 1892 all'Accademia di Belle Arti di Venezia dove è allievo di Ettore Tito ritornandovi nel 1895 per iscriversi alla Scuola Libera di Nudo, dopo un soggiorno a Roma dove frequenta i corsi dell'Accademia di Francia. La sua prima produzione, testimoniata da ritratti e paesaggi, associa alla pratica della pittura di macchia un intenso realismo, basandosi su bozzetti dal vero e indirizzandosi subito alla scoperta del paesaggio carnico. Esordisce con una scena di vita contadina "La sfoglia" all'Esposizione nazionale di Torino del 1898. Nel 1900 espone a Brera a Milano e nel 1903 alla Biennale di Venezia l'opera "Sera d'inverno" acquistata dalla Fondazione Marangoni di Udine e prima di una lunga serie di quadri di neve ispirati dalla terra natale; nello stesso anno è presente all'Esposizione regionale di Udine. L'anno seguente è a Parigi al Salon d'Automne e nel 1906 partecipa alla Esposizione Nazionale di Milano, nel 1908 alla Quadriennale di Torino e nel 1909 all'Esposizione internazionale di Roma. Più volte, tra il 1908 e il 1913 espone a Ca' Pesaro a Venezia. Alle iniziali figurazioni ispirate come Il Calvario o Filomena sul ghiaione alle fatiche della vita contadina, si vanno intanto sostituendo scene di carattere più idilliaco e paesaggi con venature simboliste, mantenendo un'intensa attività bozzettistica dal vero perseguendo la velocità e la freschezza della pennellata per fermare atmosfere, luci, personaggi del suo mondo affettivo, a testimonianza di un profondo legame sentimentale con Ampezzo dove risiede abitualmente. Nel 1913 espone a Monaco, alla Esposizione degli artisti Friulani di Udine e nel 1914 nuovamente all'Esposizione nazionale di Milano dove nel 1929 riceve la medaglia d'argento all'esposizione di Arte Montana e nel 1935 partecipa alla mostra celebrativa dei quaranta anni della Biennale di Venezia. Lungo gli anni Venti e Trenta partecipa a varie mostre in Friuli, alla Mostra goriziana del 1924, ed particolarmente presente a Udine dove la Biennale friulana del 1926 gli dedica una personale e dove partecipa a varie edizioni delle Sindacali tra il 1931-quando gli viene assegnata la medaglia d'oro della Città - e il 1936, e allestendovi nei decenni successivi varie personali.
Nota bibliografica
A Manzano, Marco Davanzo, cat. d. mostra, 1967; L. Damiani, Marco Davanzo pittore della Carnia, Tolmezzo 1983, con bibliografia precedente; La Carnia di Davanzo. Opere dalla collezione Marco Davanzo di Ampezzo, a cura di M. Buora, cat. d. mostra, tip. Moro, Tolmezzo 1997.