
Trasferitosi nel 1922 a Gorizia al seguito della famiglia, vi frequenta il locale Istituto Tecnico. Nel 1925 entra in contatto con il Futurismo, dedicandosi alla pittura da autodidatta. Sulla base dello studio dell'opera di Balla, Boccioni e Prampolini, dipinge i suoi primi quadri: composizioni dinamiche e sintetiche di chiara ascendenza futurista. Nel 1929 attraverso Sofronio Pocarini, attivo animatore del Movimento futurista giuliano sin dal 1919, entra a far parte del Futurismo italiano. Nello stesso 1929 partecipa alla Seconda Mostra Goriziana di Belle Arti dando avvio a un'attivissima stagione espositiva che lo porta, nel corso degli anni Trenta, in Italia e all'estero. In questi anni trasferisce sulla tela la sua grande passione per il volo alimentata dalle esperienze personali compiute nel campo di aviazione di Gorizia a tradurre, nei termini propri della visione aeropittorica, il suo linguaggio espressivo che lo porta ad aderire al movimento nazionale dell'Aeropittura. Dopo aver presentato le proprie opere a Trieste e Padova, nel 1932 propone i suoi dipinti a Parigi alla Prima Esposizione Aeropittori Futuristi Italiani al seguito di Marinetti, conseguendo, nello stesso anno, il diploma all'Accademia di Belle Arti di Venezia. Tra il 1934 e il 1943 partecipa a diverse edizioni della Quadriennale romana (1935, 1939 e 1943) e della Biennale di Venezia che nel 1940 gli allestisce una mostra personale. Risale a questo periodo il quadro Incuneandosi nell'abitato (Milano, collezione privata), noto anche con il titolo di In tuffo sulla città che sintetizza efficacemente la rappresentazione dinamica di un paesaggio ripreso durante un volo aereo in una visione totalmente inedita della realtà urbana. Nella stessa occasione viene presentato il dipinto Prima che si apra il paracadute, acquistato dalla Galleria d'Arte Moderna di Udine. In quel periodo la ricerca artistica di Crali si rivolge anche alla cartellonistica e alla scenografia consentendogli, nel 1933, la partecipazione alla Mostra Futurista di Scenotecnica cinematografica di Roma. Nel 1936, con Dottori e Prampolini, espone alla Mostra Internazionale d'Arte Sportiva organizzata alle Olimpiadi di Berlino. Le sue abilità declamatorie, che gli acquistano la simpatia personale di Marinetti, gli permettono, a partire dal 1941, di organizzare alcune serate futuriste a Gorizia, Udine e Trieste dove ha modo di leggere anche il manifesto Illusionismo plastico di guerra e perfezionamento della Terra, redatto in collaborazione con lo stesso Marinetti. Alla fine del conflitto si trasferisce a Torino proseguendo nella sua attività di promozione delle poetiche futuriste. Tra il 1950 e il 1958 risiede a Parigi e, durante alcune escursioni sulla costa della Bretagna, coglie l'ispirazione per le sue composizioni litiche delle "sassintesi", esposte, per la prima volta a Milano nel 1961. Dal 1962 al 1966 è al Cairo dove insegna presso la locale Scuola d'Arte italiana. Rientrato in patria si stabilisce a Milano.
Nota bibliografica
Frontiere d'Avanguardia. Gli anni del Futurismo nella Venezia Giulia, cat. d. mostra, Gorizia 1985, pp.145-155; Crali Aeropittore Futurista, catalogo della mostra di Trento a cura di C. Rebeschini, Electa, Milano 1994; F. Marri, Tullio Crali, in Il Novecento a Gorizia. Ricerca di una identità. Arti figurative, cat. d. mostra di Gorizia a cura di A. Delneri, Marsilio, Venezia 2000, pp. 172-173.