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Geminiano Cibau (Cividale del Friuli, 1893 - Milano, 1969)

Dopo un iniziale apprendistato come modellatore di cemento e stucchi, si trasferisce a Milano dove frequenta i corsi di anatomia all'Accademia di Brera. Vincitore nel 1926 della Borsa di Studio Marangoni con il "Busto di fanciulla", nel 1927 invia da Roma come saggio del primo anno una copia della testa romana di "Vitellio". Il saggio finale del 1928, la "Saettatrice", si ispira chiaramente nella posa dinamica a Bourdelle, tradotta perĂ² in in chiave di maggiore naturalismo. Fedele interprete di un robusto arcaismo novecentista, opera intensamente in Lombardia: nel 1930 per la facciata del palazzo della Borsa di Milano realizza su scala monumentale in travertino due altorilievi con l"Aria" e l"Acqua" e due gruppi scultorei. Nel 1931 in provincia di Como modella le formelle con Storie di Sant'Ambrogio per il portale della Chiesa di Caslino d'Erba, i bassorilievi in legno per il pulpito della Chiesa di Inverigo e a Milano le porte del Battistero di San Vincenzo in Prato. Attivo fino all'ultimo anche nella ritrattistica e nel monumento cimiteriale (tomba Ferraro a Milano), illustrĂ² il regime con varie opere quali il "Duce", esposto alla Permanente di Milano nel '33 o la "Vittoria del Fascismo" (1934).

Nota bibliografica

A. Della Porta, Lo scultore Geminiano Cibau, in "La Panarie" n. 61, 1934, pp. 1 - 10; Sculture dall'ombra. Restauri e rivisitazioni fra Ottocento e primo Novecento dalle collezioni dei Civici Musei, cat. d. mostra a cura di T. Ribezzi e I. Reale, Grafiche Fulvio s.r.l., Udine 1994, p. 13.


 


 


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