
Dal 1888 si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Venezia, allievo di
Molmenti, Cadorin e Blaas; al di fuori delle aule dell'istituzione l'artista
frequenta anche lo studio veneziano di Cesare Laurenti. Nel 1900 Cargnel si
trasferisce nell'entroterra trevigiano dove dirige una fonderia per campane.
Inizia in quegli anni una intensa attività espositiva che fa registrare il suo
nome anche alle Biennali veneziane e in numerose rassegne in Italia e
all'estero. Nel 1907 fissa la sua dimora a Sacile dove si trattiene fino al
1917, in questo periodo partecipa assiduamente alle mostre organizzate nel
capoluogo friulano; dopo la rotta di Caporetto si reca profugo a Milano e lì si
stabilisce definitivamente alternando frequenti soggiorni in Friuli i cui
paesaggi egli descrive nelle sua tele trasfigurando il dato realistico in
trasognate visioni liriche che solo nell'ultimo periodo della sua attività si
caricano di toni lividi e crepuscolari.
Nota bibliografica
G. Granzotto, I luoghi di Vittore Antonio Cargnel, Sacile 1988; S. Aloisi, La vita e le opere di architetti, scultori e pittori nel Friuli Occidentale dal Rinascimento al Novecento, Biblioteca dell'Immagine, Pordenone 1993, pp.117-118 (con bibliografia precedente).