
Dopo l'apprendistato come scalpellino nelle cave di pietra di Aurisina, si trasferisce nel 1883 a Vienna dove si perfeziona come ornatista in un laboratorio di marmi. Iscrittosi nel 1886 a quella Accademia di Belle Arti, nel 1890 ottiene il primo premio alla Scuola Generale di Scultura, dove è allievo di Edmund Hellmer, con l'opera "Lavoratore a sera", figura di vecchio operaio in riposo dopo il lavoro, ispirata dal I Maggio e d'impronta verista. Passa quindi alla Scuola Superiore di Scultura sotto la guida di Karl Kundmann e infine alla Scuola Speciale diretta da Kaspar Ritter Zumbusch, dove consegue il "Rompreis" con il "Bozzetto per il Monumento a Dante", complesso gruppo di dannati attorno a una rupe sulla quale si erge la figura di Dante, ispirato nella concezione monumentale, nella resa plastica dinamica e atmosferica, a Rodin, che a sua volta conosceva e apprezzava l'opera di Canciani. Il modello venne presentato nel 1899 alla Biennale di Venezia dove l'artista conosce Costantin Meunier, le cui figure di lavoratori influenzarono molte sue opere di analogo soggetto. Nel 1900 il gruppo di Dante venne esposto a Vienna alla mostra della Secessione ottenendo in tale occasione il più alto riconoscimento artistico austriaco, il Kunstlerpreis, che gli valse l'invito - primo tra gli scultori operanti nella capitale - a far parte dell'Associazione animata da Klimt e da Hoffmann. L'opera fu anche presentata con successo alla Grande Esposizione d'Arte di Berlino nel 1910, e recensita e commentata da letterati quali Stefan Zweig, Adolph Donath, Peter Altenberg etc. All'epoca della sua adesione alla Secessione risalgono le collaborazioni con l'architetto goriziano Max Fabiani per le figure di Adamo ed Eva a decoro della facciata di casa Artaria a Vienna, per il monumento funebre a Karl Maria Heidt con la "Sonnambula" (1902) al Cimitero di Vienna. Le opere di questo periodo quali "Sogno" (Dolore), (1901), il "Minotauro" (1902 - 1902), il "Battimazza" (1903) o i numerosi busti tra cui quello dell"Anatomista K. Langer" per l'Università di Vienna, sono percorse da un linearismo neo - quattrocentista che punta all'essenza dell'idea formale con particolare attenzione al contenuto umano. Nel 1903 partecipa al concorso per un monumento all'imperatrice Elisabetta da erigersi a Vienna. L'opera venne respinta per motivi politici e nel 1908 realizzata in marmo a Gföhl, mentre la figura in bronzo dell'Imperatrice venne collocata a Pola nel 1904 e in seguito distrutta. Nel 1906 Canciani scolpisce le figure di Tasso, Petrarca, Boccaccio e Ariosto per la facciata del Castello Ceconi a Pielungo (PN), nel 1907 il busto di Verdin von Valsivella per la Minoriten Kirche a Vienna, e al 1908 risalgono i due possenti e squadrati busti dedicati a Wagner e a Nietzsche. Continua ad esporre alle mostre della Secessione fino al 1909 quando se ne allontanò non condividendo il decorativismo totalizzante e la mescolanza dei materiali caratterizzante la punta più avanzata dell'estetica secessionista, in virtù di una concezione plastica attestata alla massima chiarezza e concentrazione espressiva sulla scorta delle teorie purovisibiliste di Adolf von Hildebrand. Espone in seguito a Vienna al Künstlerhaus e alle internazionali di Monaco, Berlino, Roma, realizzando oltre a una lunga serie di ritratti tra cui quello della figlia "Nerina" (1917), ancora opere di tematica sociale come il gruppo dei "lavoratori del ferro e del fuoco" (Trieste, Galleria d'Arte Moderna Revoltella) (1918).
Nota bibliografica
H. Kitzmuller - R. Da Nova, Alfonso Canciani a Vienna, Udine 1984; Il mito sottile, pittura e scultura nella città di Svevo e Saba, cat. d. mostra, Trieste 1991, pp. 65, 66 (con bibliografia precedente).