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Ugo Canci Magnano (Magnano in Riviera (Udine), 1918 - 1981)

Nato in una famiglia di umili origini contadine, il pittore si forma da autodidatta. Consegue il diploma magistrale e si dedica all'insegnamento. Nel 1942 si lega d'amicizia con Anzil, col quale avvia un rapporto fatto di scambi di idee sui problemi dell'arte che conducono entrambi a firmare con Luigi Rapuzzi Johannis il Manifesto - invito per un'arte classica moderna pubblicato nel 1946. Al Gruppo per un'arte classica moderna così costituitosi, aderiscono successivamente anche Fiorenzo Tomea, Edoardo Devetta, Giuseppe Zigaina e Virgilio Guidi che, insieme ai fondatori, espongono alla Galleria Bergamini di Milano nel dicembre dello stesso anno, presentati in catalogo da Vittorio Marangone. Negli anni dell'immediato dopoguerra, traduce i principi del documento in una pittura di solido impianto formale e di limpide volumetrie soprattutto nei paesaggi immersi in atmosfere di sospeso incanto lirico. Il prepotente emergere delle poetiche neorealistiche a sfondo sociale e politico anche in ambito friulano costringe l'artista a prendere posizione tra i due fronti pittorici che si delineano in quel momento. Accanto ad Anzil, Canci Magnano si schiera in favore di un linguaggio espressivo che enfatizza nell'immagine il rapporto volume-colore, contro la linea cubo-espressionista. L'autore si cala nelle tematiche neorealiste del lavoro nei campi, così intimamente legate alla sua esperienza personale.
Nel 1965 il pittore aderisce al Manifesto per un'arte di convergenza del Gruppo "Teilhard de Chardin" di Udine, capeggiato dal regista Marcello De Stefano e da Emilio Culiat, volto ad accentuare l'aspetto puramente spirituale del linguaggio artistico. A partire da questo momento il paesaggio naturale diviene il protagonista dominante della pittura di Canci Magnano che ne traduce gli aspetti più "alienati", solitari e tristi. Le vicende del terremoto del 1976 coinvolgono direttamente il pittore che riprende significativamente nei suoi quadri la forte sintesi costruttiva che aveva caratterizzato la sua produzione degli anni Cinquanta.

Nota bibliografica

Ugo Canci Magnano 1918-1981 - L'arte, le opere, i giorni, Casamassima Editore, Udine 1987 (con bibliografia precedente).


 


 


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