
Fratello di Giacomo, da cui apprende i primi rudimenti della pittura, si
forma da autodidatta a contatto con quanto di meglio offre il panorama
figurativo regionale agli inizi del secolo. Nel 1923 ottiene la borsa di studio
Marangoni e si reca per qualche tempo a Roma dove frequenta la Scuola libera del
nudo. Nel 1926 partecipa alla Biennale veneziana con il dipinto Mia madre
(Udine, Galleria d'Arte Moderna). L'opera evidenzia l'adesione dell'autore alle
poetiche del realismo pittorico di matrice accademica filtrate da un personale
interesse per l'arte seicentesca in generale e per il luminismo rembrantiano, in
particolare. Nel 1926 e nel 1928 partecipa alle Biennali friulane, avviando la
sua collaborazione con la rivista "La Panarie" per l'illustrazione dei testi e
per l'ideazione delle copertine. A quella data, inoltre, aveva già prestato la
sua opera grafica per il libro di A. Pozzo Tre vilotis e per quello di A.
Feruglio Fufignis, quest'ultimo corredato da 40 xilografie.
In questo
periodo continua a dedicarsi alla pittura da cavalletto, realizzando trasognati
paesaggi cividalesi e nature morte, mentre incomincia la sua attività nel campo
della decorazione di edifici sacri. Nel 1926 realizza la lunetta con la Morte di
San Rocco per la cappella dei caduti a Ziracco e successivamente le tele per la
chiesa di Santa Maria del Monte a Fogazzaro (Velo d'Astico), le opere nel
tempietto dei caduti a San Pietro al Natisone, nella chiesa del Mutilato di
Cividale. Qui, nel 1930, esegue per il duomo la pala di S. Donato di chiara
ascendenza tiepolesca. Nello stesso anno tiene una importante mostra personale
alla Galleria Micheli di Milano. Nel corso degli anni Trenta l'artista partecipa
alle mostre sindacali provinciali e regionali (1931 e 1938) esponendo opere che
si caratterizzano per un moderato novecentismo interpretato nel ricorso ai
modelli del passato cari al pittore secondo schemi già ampiamente sperimentati.
Negli anni successivi alla seconda guerra mondiale continua a lavorare anche in
ambito sacro portando a termine la Deposizione presso la cappella del cimitero
di Cividale (1963), dipinto di impostazione seicentesca dalle preziose gamme
cromatiche.
Nota bibliografica
G. Bergamini, Maestri della pittura cividalese. Luigi Bront, Cividale s.d. [ma 1976]; L. Damiani, Arte del Novecento in Friuli - 1. Il Liberty e gli anni venti, Udine 1978, pp. 186-191; Dipinti e disegni. Omaggio a Luigi Bront (1891-1978), catalogo della mostra, presentazione di G. Bergamini, Cividale del Friuli 1998.