
Afro Basaldella (1912 - 1976)
Angelica 1964
tecnica mista su tela
cm 80 x 100
Realizzato dopo il soggiorno dell'autore negli Stati Uniti, il dipinto rappresenta la fase di più felice ricerca di una pittura che procede tra gesto e materia.Sopra uno sfondo di ocra e bianco, ravvivato da inserti di colori primari, l'autore solca la superficie con una libera scrittura di segni rudimentali ma di studiato equilibrio nell'economia della composizione.
Ultimogenito, dopo Dino e Mirko, di Leo, pittore decoratore, rimasto orfano nel 1918 frequenta insieme ai fratelli il Liceo Artistico a Venezia e a Firenze, diplomandosi nel 1931. Nel 1928 esordisce a Udine nella mostra della Scuola Friulana d’Avanguardia insieme a Dino, Mirko, Filipponi e Modotto. Nel 1929 vince la borsa di studio della Fondazione Artistica Marangoni di Udine e si reca insieme a Dino e a Filipponi a Roma dove conosce la pittura di Scipione e di Mafai, quindi è a Milano dove incontra Arturo Martini nel cui studio già lavorava Mirko. Nel 1933 espone a Milano alla Galleria del Milione per poi trasferirsi a Roma entrando a far parte con Mirko della cerchia di Cagli e frequentando i giovani pittori della Scuola Romana (Capogrossi, Cavalli, Guttuso, etc.). Nel 1935 espone per la prima volta alla Quadriennale di Roma alla quale parteciperà ancora nel ’39, ’55 e nel 1959. Nel 1936 decora a tempera il Collegio dell’O.N.B. a Udine, le cui pareti vennero subito dopo ricoperte dal regime (e quindi in parte recuperate nel corso del 1987). L’anno seguente è a Parigi con Mirko e Cagli e tiene una personale alla Galleria della Cometa a Roma, presentato a L. de Libero. Nel 1938 è presente alla Biennale di Venezia dove esporrà ancora – spesso con sale personali – nelle edizioni XXIIIª, XXVIª, XXVIIª, XXVIIIª e XXXª; decora a tempera le pareti di Casa Cavazzini a Udine, con interventi di Cagli e di Mirko, e dipinge pannelli murali per l’Albergo delle Rose e per la Villa del Profeta a Rodi. Nel 1939 dipinge una parete per la centrale idroelettrica del Peschiera; vince il concorso indetto dalla Fondazione Artistica Marangoni sul tema “Si fondano le città”. Nel 1941 insegna mosaico all’Accademia di Belle Arti di Venezia e realizza cartoni per mosaici destinati al Palazzo dei Ricevimenti all’EUR. Mentre sempre più fitti si fanno gli impegni espositivi, a partire dal 1950 inizia una feconda collaborazione con la Catherine Viviano’s Gallery a New York dove ha modo di conoscere l’opera di Gorky. Nel 1951 è invitato alla I Biennale di San Paolo del Brasile dove esporrà anche nel ’53 – ’54 e nel ’55. Nel 1952 aderisce al Gruppo degli Otto (insieme a Birolli, Corpora, Moreni, Pizzinato, Santomaso, Turcato e Vedova) che, sotto la formula dell’arte “astratto – concreta” coniata da Lionello Venturi, partecipa alla XXVIª Biennale di Venezia. Nel 1954 realizza decorazioni per la Banca del Lavoro e per l’Istituto Nazionale Finanziario per la Ricostruzione a Roma e, l’anno seguente, per l’Istituto Nazionale Assistenza Infortuni sul Lavoro. Nel 1955, mentre continua un’intensa attività espositiva in Italia e all’estero, si dedica alla scenografia per il teatro dell’Opera di Roma. Nel 1958 insegna come “artist in residence” al Mills College di Oakland dove esegue il dipinto murale “Giardino della Speranza” per il Palazzo dell’Unesco a Parigi. Nel 1960 vince il premio Guggenheim a New York. Nel 1966 insegna al New College del Fine Arts Institute a Sarasota in Florida. Dal 1967 al 1973 insegna pittura all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Tra gli anni Sessanta e Settanta si dedica sempre più frequentemente alla grafica e in particolare all’acquatinta. Nel 1971 vince il premio nazionale di pittura del Presidente della Repubblica per l’Accademia di San Luca. Colpito da grave malattia soggiorna in Friuli presso il Castello di Prampero. Si spegne a Zurigo il 24 luglio 1976.
Nota bibliografica
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