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I civici musei di udine
un secolo di città

Carnica Assicurazioni

Fondazione Crup

Associazione Industriali Udine

Con un lungo cartellone di manifestazioni espositive, culturali e di intrattenimento si celebra  dal 26 luglio il Centenario dei musei della città . Una ricorrenza fondamentale nell'epoca della leggerezza e dell’effimero per focalizzare l’attenzione sugli strumenti determinanti per comprendere l’evoluzione, la storia, le espressioni, il presente di un popolo, della sua cultura e della sua arte.

Tutto cominciò un secolo fa, con una cerimonia solenne, quando al Castello di Udine , allora ridotto alla funzione di caserma, fu affidata la custodia delle collezioni storiche e artistiche cittadine, stabilendo così la sua definitiva vocazione. Esso divenne la memoria della città, il luogo nel quale chi vive qui e chi a queste terre arriva, può trovare ragione delle qualità del Friuli. Il 26 luglio del 1906 si celebrava anche il quarantesimo anniversario dell’Unione del Friuli all’Italia : fu probabilmente per questo che le collezioni che esibivano i “documenti di storia” furono separate da quelle della Biblioteca Civica alle quali erano state unite per quasi mezzo secolo. Contemporaneamente si aprirono, con il nome di Galleria Marangoni, anche quattro sale dedicate all’arte contemporanea e, anche grazie all’impegno della Società veterani e reduci delle Patrie Battaglie, il Museo del Risorgimento.

La fondazione del museo era l’occasione, per i suoi fondatori, per perseguire un progetto culturale e politico preciso: a poca distanza dall’unificazione della Penisola, occorreva dimostrare l’italianità di queste terre e una sostanziale comunanza alle espressioni culturali “italiane” riconoscibile dalle prime testimonianze preistoriche fino alle più complesse manifestazione culturali del XX secolo.

Il ventesimo secolo non fu clemente con il Castello e con il suo museo: su di essi si abbatterono le tremende vicissitudini del “secolo breve”: dalle due guerre mondiali al terremoto. Ma ad ogni riapertura, dopo i conflitti e i nuovi allestimenti conseguenti ai restauri del Castello, il Museo si ripropose con vesti nuove, offrendosi in inedite prospettive: non solo istituto scientifico, ma espressione e immagine sempre più profondamente culturale della Città e dell’intero Friuli.

Un’altra strabiliante coincidenza fece in modo che le fasi di rinnovamento del Castello, e quindi del Museo, si realizzassero contemporaneamente agli avvenimenti epocali che segnarono la storia della nostra regione. Mentre, nello stesso tempo, anche la funzione e la sensibilità verso i musei andava profondamente mutando. Inizialmente i musei furono considerati degli strumenti di esaltazione della classe dirigente locale. Poi rappresentarono la prova concreta dell’omogeneità delle tradizioni culturali del Friuli con quelle dell’italianità modellata sull’idea ispiratrice delle manifestazioni svoltesi a Roma del 1911 in occasione del cinquantesimo anniversario della proclamazione del Regno d’Italia.

Seguendo la tradizione crociana che percorse gran parte del Novecento, i musei furono in seguito considerati la vetrina della produzione artistica regionale, documentando un’autonoma e fiera identità che fu amplificata dal terremoto del 1976. Solo  recentemente gli spazi museali hanno imboccato un percorso, che non ha ancora trovato piena attuazione, e che li sta trasformando in un contenitore culturale libero da ideologie e capace di rispondere al linguaggio della globalizzazione.

Il Centenario vuole restituire centralità storica, politica e culturale ai Musei Civici (oggi ospitati dal Castello, dalla Galleria D’Arte Moderna e in attesa di ulteriori importanti espansioni), nell’ambito di un progetto di rilancio turistico e culturale del patrimonio museale della città. Tutte le sedi museali sono state coinvolte nella valorizzazione delle proprie collezioni, anche di quelle solitamente nascoste agli occhi dei visitatori. Una volontà supportata dalla ricchezza di documenti e opere raccolte nel corso del Novecento che dimostrano la radicata attenzione del Friuli verso le opere d’arte e verso i caratteri della propria identità. Come ne sono anche testimonianza i provvedimenti di protezione dei monumenti, la persistente volontà di rinascita, il multiforme dialogo tra città e territorio che si amplia, dopo le guerre, fino ad abbracciare popolazioni e culture  vicine.

Il Centenario dei Musei è anche l’occasione per promuovere un approfondimento, scientifico e divulgativo, su quello spazio particolare e fondamentale che assume il nome di “museo”, e sul significato che esso assume nel presente. Saranno molte le iniziative espositive che ruoteranno intorno alla riflessione sul museo, al suo costituirsi e ampliarsi e alle nuove importanti acquisizioni che nel corso del Novecento ne hanno indirizzato la formazione delle raccolte e l’attività. Il 26 luglio – giorno del “compleanno” tutta la cittadinanza è stata invitata a visitare i “musei aperti” e al grande concerto serale .


 


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